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Rovereto. Consacrazione in campo internazionale per la sedicenne roveretana Alessandra Fait che, ai campionati europei di tiro a segno, nella specialità della pistola ad aria compressa, con gara sulla distanza di 10 metri, ha conquistato con la squadra azzurra Juniores la medaglia d’argento nella finale continentale. In terra polacca nella cittadina di Wroclaw, la giovane Alessandra, portacolori del Tiro a Segno Rovereto, ha gareggiato nel terzetto azzurro composto anche da Aria Brunella e Chiara Giancamilli.
Alessandra è figlia d’arte
La partecipazione di Fait, figlia d’arte (suo padre Vigilio è stato per quattro edizioni delle Olimpiadi nazionale azzurro negli anni ’90 del secolo scorso, fino al 2000), era la più giovane concorrente del team azzurro (compirà sedici anni la prossima primavera) ha esordito in avvio di manifestazione nella gara omnia singolare, dove è riuscita a mantenere la sua prestazione nei suoi parametri tecnici conseguendo un punteggio di 562/600 centri e classificandosi sedicesima assoluta.
Un futuro da campionessa
Giancarlo Tosi e Roberto Rosà, che la seguono ed allenano, non si nascondano dietro un dito ed indicano nella pistolera roveretana una futura certezza a livello tecnico, confermando come a quest’età Alessandra racchiuda in sé doti non comuni di concentrazione, attenzione e precisione. Del resto la prima convocazione azzurra era arrivata per Alessandra grazie all’oro conquistato negli ultimi campionati invernali nazionali e sempre nella pistola a metri 10.
A seguire la gara continentale a squadre si è aperta con la fase di qualificazione, nella quale il punteggio delle singole rappresentanti veniva cumulato e da tale somma il trio italiano (Aria 566/600, Chiara 559/600 ed Alessandra 562/600) si guadagnava come terza piazzata la finale ad otto squadre. Al termine di questo ultimo contesto, l’Italia si classificava al secondo posto con 564/600, dietro la Russia che s’imponeva con 571/600, ma davanti alla favoritissima Germania e alla Francia, giunte terze a pari merito con 556/600 punti. A.B.
Alessandra è figlia d’arte
La partecipazione di Fait, figlia d’arte (suo padre Vigilio è stato per quattro edizioni delle Olimpiadi nazionale azzurro negli anni ’90 del secolo scorso, fino al 2000), era la più giovane concorrente del team azzurro (compirà sedici anni la prossima primavera) ha esordito in avvio di manifestazione nella gara omnia singolare, dove è riuscita a mantenere la sua prestazione nei suoi parametri tecnici conseguendo un punteggio di 562/600 centri e classificandosi sedicesima assoluta.
Un futuro da campionessa
Giancarlo Tosi e Roberto Rosà, che la seguono ed allenano, non si nascondano dietro un dito ed indicano nella pistolera roveretana una futura certezza a livello tecnico, confermando come a quest’età Alessandra racchiuda in sé doti non comuni di concentrazione, attenzione e precisione. Del resto la prima convocazione azzurra era arrivata per Alessandra grazie all’oro conquistato negli ultimi campionati invernali nazionali e sempre nella pistola a metri 10.
A seguire la gara continentale a squadre si è aperta con la fase di qualificazione, nella quale il punteggio delle singole rappresentanti veniva cumulato e da tale somma il trio italiano (Aria 566/600, Chiara 559/600 ed Alessandra 562/600) si guadagnava come terza piazzata la finale ad otto squadre. Al termine di questo ultimo contesto, l’Italia si classificava al secondo posto con 564/600, dietro la Russia che s’imponeva con 571/600, ma davanti alla favoritissima Germania e alla Francia, giunte terze a pari merito con 556/600 punti. A.B.
