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Il titolo è eloquente: «Deontologia della caccia. Riflessioni etiche sul rapporto con la fauna selvatica», un libro edito da Athesia e fresco di stampa nella traduzione in italiano, nel quale Markus Moling esamina l'etica venatoria nel contesto moderno, esplorando il rapporto tra cacciatore, natura e animali selvatici.
L'autore analizza la caccia come possibilità di contribuire a una gestione sostenibile della fauna e alal tutela degli habitat, e promuove il dialogo tra cacciatori e detrattori.
Il volume (176 pagine, 20 euro), con introduzione del teologo morale Martin Lintner, contributi di Jörg Mangold e traduzione a cura di Paola Cecarini, è disponibile da questo mese.
«La caccia - si legge nella presentazione - è in continua evoluzione e oggi affronta nuove sfide legate al cambiamento dei valori, alla crisi ambientale e alla percezione della natura.
Spesso criticata, è però vista dai cacciatori come un’attività di gestione e tutela della fauna, che va oltre l’abbattimento degli animali.
Questo libro sull’etica della caccia vuole stimolare una riflessione critica, favorendo un dialogo costruttivo tra cacciatori e detrattori.
L’etica fornisce strumenti per affrontare questioni complesse e promuovere una caccia sostenibile, permettendo alla comunità venatoria di contribuire alla protezione della fauna e degli habitat.
Markus Moling, nato nel 1978 a Brunico, ha studiato teologia e filosofia a Innsbruck e Milano.
Ordinato sacerdote nel 2006, ha svolto il suo ministero in diverse parrocchie e per tre anni è stato segretario del vescovo. Dal 2016 è professore ordinario di filosofia allo Studio teologico accademico di Bressanone.
I suoi ambiti di ricerca includono l’etica ambientale, la percezione della natura e il rapporto con la fauna selvatica. Appassionato di ornitologia, si dedica allo studio dei tetraonidi e collabora a rilevamenti faunistici per l’amministrazione provinciale.
