L’inattività fisica potrebbe generare nel decennio 2020-2030 circa 500 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili prevenibili, con costi di trattamento a livello globale pari a 27 miliardi di euro l’anno. 

Lo ha spiegato il direttore della fondazione Aletheia, Riccardo Fargione, durante il convegno “Le Olimpiadi della salute si giocano a tavola”, organizzato ieri, 10 febbraio, all’interno delle Notti Gialle Coldiretti a Predazzo.

Per l’Italia, secondo la fondazione Aletheia, l'inattività fisica costa un miliardo l’anno per la cura di malattie non trasmissibili e per la salute mentale con la penisola che si colloca al secondo posto in Ue per costi derivanti l’inattività fisica subito dopo la Germania (2,8 miliardi di euro) e prima di Francia (932 milioni) e Spagna (446 milioni). 

Si tratta - si legge in un comunicato stampa - di un costo per ogni cittadino italiano di 17 euro l’anno imputabile solo alla mancanza di attività fisica adeguata e regolare. Peggio solo la Germania con 34 euro pro-capite/anno e Portogallo con 22 euro pro-capite/anno.
Attività fisica e alimentazione sono due capisaldi per il benessere psicofisico.

Sempre più studi dimostrano, prosegue la fondazione, che uno stile di vita più attivo può migliorare la salute e prevenire numerosi disturbi.

Le persone non sufficientemente attive hanno un rischio di morte maggiore rispetto a quelle sufficientemente attive, mentre le patologie legate a un’errata alimentazione e a una non sufficiente attività fisica hanno un forte impatto anche dal punto di vista economico, rappresentando un onere per i bilanci sanitari con un aggravio sulla spesa pubblica dei Paesi. 

Riccardo Fargione ha quindi spiegato: «In un contesto prestigioso come questo, nel pieno delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, è importante sottolineare la centralità dell’attività fisica e della corretta alimentazione per la prevenzione di una molteplicità di patologie croniche non trasmissibili.

Dobbiamo partire dalle famiglie e dai più giovani, con un’attività seria e forte di sensibilizzazione sul legame imprescindibile tra sport, alimentazione e salute. È questo il percorso che stiamo portando avanti con la fondazione Aletehia in tutta Italia. Attività concrete e dialogo costante con istituzioni sportive, strutture sanitarie e ospedaliere, partner istituzionali e non ultimo con le scuole».