TRENTO. Quante settimane sono passate dall’ultimo allarme sugli arbitri sempre più nel mirino lanciato dal sottoscritto dalle colonne di questo giornale? Due settimane? Ecco, ci risiamo. E non parliamo dell’ormai consueta – purtroppo – classica aggressione nei confronti del direttore di gara reo di aver sbagliato, come del resto fanno tutti gli esseri umani, specie i calciatori.

Domenica ad Ischia, durante e dopo il derby perso dagli Allievi provinciali contro i pari età della Fersina Perginese (4-0), non si è badato a spese. Come si legge dalla sentenza del giudice sportivo, F.O., «espulso per fallo violento e volontario su un avversario, offendeva e minacciava il direttore di gara. Raccoglieva il pallone e, avvicinatosi all’arbitro, glielo lanciava contro con le mani e con forza (...) reiterando le offese e le minacce. Mentre veniva allontanato a forza dai propri compagni». Condotta per la quale è stato squalificato praticamente per tutta la stagione (potrà rientrare il 22 settembre 2013). Fino al 20 dicembre è stato inibito anche il dirigente dell’Ischia M.O..

Alla società vasuganotta è stata invece comminata un’ammenda di 250 euro per l’incredibile episodio avvenuto dopo il triplice fischio. Sempre dal comunicato del giudice sportivo: «Sostenitori di parte, dopo aver per tutta la durata dell’incontro offeso e minacciato l’arbitro, al termine della gara inseguivano l’automobile del direttore di gara per circa tre chilometri, puntandogli gli abbaglianti e avvicinandosi pericolosamente al punto da mettere a repentaglio l’incolumità personale».

E qui è chiaro che è stabilito un poco invidiabile record. Ne è convinto anche il presidente del Comitato regionale della Federcalcio, Ettore Pellizzari. Che distingue i due piani. «Non commento le decisioni della giustizia sportiva, le rispetto – dice il massimo dirigente del calcio trentino – Fin che è possibile si fa prevenzione, poi si deve reprimere. Nel caso qualcuno ritenga la sanzione non congrua, c’è la possibilità del ricorso, anche perché il giudice sportivo si attiene unicamente a quanto scritto dall’arbitro».

Altro discorso quello che è avvenuto fuori dal campo. «Come si fa a rendersi protagonisti di gesti di tale gravità?», taglia corto Pellizzari, auspicando che episodi come quelli delle ultime settimane non si ripetano e sottolineando come, anche nella relazione sull’attività della Federazione che sta preparando in vista dell’assemblea elettiva del 3 dicembre, la lotta alla violenza ed al razzismo è indicata quale impegno prioritario della sua gestione.

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