LAVARONE. Anche se il cielo si è manifestato scuro e bigio, di cose “colorite” alla 100 Km dei Forti ne sono successe davvero molte. Tutto è bene quel che finisce bene: uno sconsiderato ha steso una catena con lucchetto tra due alberi nel bosco poco sopra Mezzaselva. Gli apripista in moto però hanno risolto velocemente il problema e la gara non ne ha risentito minimamente. Lungo i 92 km di gara c’era un vero esercito di volontari, oltre 300, come in tutte le edizioni. Nei punti strategici erano presenti anche le forze dell’ordine. Un concorrente ha apostrofato una pattuglia dei carabinieri con un “vaffa”. All’arrivo i carabinieri hanno controllato i numeri di gara e preso in consegna il “diffamatore” che è finito in caserma.

I riflettori al via erano puntati su Lorenza Menapace, una che con i pedali ci sa fare davvero. Quando però si dice s… fortuna è sfortuna! Il suo “meccanico” si spostava nei punti critici del percorso con borracce, rifornimenti, ricambi e le ruote di scorta. Ad un certo punto un corridore del team Todesco ha forato e la solidarietà tra sportivi ha prevalso. Così la ruota posteriore della Menapace è andata ad un corridore veronese. Poi Lorenza buca, cerca il cellulare... che non c’è. Come avvisare il meccanico? Ancora solidarietà sportiva, un corridore si ferma e le presta il telefono. Sconcerto, ha forato la ruota posteriore che era già sulla bici di uno del team Todesco. Che fare? Il team veronese si mobilita e dopo 15 km la raggiungono e riesce a cambiare la ruota. Un inferno.

Problemi anche per l’altra favorita Anna Ferrari. Lei, minuta, rimane vittima di uno scontro con un “maschiaccio” e finisce a terra, un po’ stordita dopo una gran botta sul casco. Si rialza con un sasso incastrato proprio sul casco. All’arrivo ci scherzava su: «Ora questo sasso rimane dov’è. È il mio portafortuna. Nonostante tutto non mi sono fatta niente!».

Storia speciale anche per Lorena Zocca, la vincitrice della marathon. Nel 2009 la veronese nella discesa da Forte Belvedere finiva faccia a terra con serie fratture, tanto che veniva trasportata dall’elicottero e rimaneva per mesi e mesi ricoverata. Dopo un incidente del genere in pochi avrebbero riaffrontato a tutta la discesa incriminata. Lei lo ha fatto ed è letteralmente volata via veloce, tanto da vincere la gara più blasonata. Bel fegato! Alla 100 Km s’è preso il soprannome di “scopa”, anche se la chiamano la gatta. È la piemontese Raffaella Perruzzetto che abitualmente chiude le classifiche. Ieri pomeriggio è arrivata giusta giusta un paio di minuti prima del tempo massimo di 9 ore con un parterre ormai quasi deserto, poi s’è fatta una bella birra. C’erano solo i cronometristi.

Dal prossimo anno la 100 Km dei Forti dovrebbe diventare tale. Nel senso che gli organizzatori lavaronesi contano di allungare il tracciato a 100 km esatti, rendendo il percorso di gara permanente e segnalato grazie ai fondi della Pat, dell’Apt, dei Comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna e della Comunità di Valle.