MADONNA DI CAMPIGLIO. Scialpinismo “vero” quello che ieri ha tenuto banco sul Grostè. Tricolore a coppie vinto dai due valtellinesi Lorenzo Holzknecht e Michele Boscacci (che si sono aggiudicati 2 fiammanti bici da corsa professionali) e al femminile dalla trentina Elena Nicolini e dalla valdostana Gloriana Pellissier.Dopo una settimana di nevicate, l’ultima domenica sera, ieri la 39esima Ski Alp Race Dolomiti di Brenta ha regalato un’altra giornata indimenticabile. La vigilia ha messo sotto pressione gli organizzatori, costringendoli a tracciare più volte il percorso, continuamente “cancellato” dalla neve tanto che Rino Pedergnana, direttore di gara, decideva di utilizzare metà percorso e proporlo due volte per i senior e master.
Adriano Alimonta, neopresidente del comitato, non risparmia elogi ai suoi collaboratori: «Abbiamo lavorato tutti davvero tanto, prima della gara abbiamo bonificato i versanti che avrebbero potuto causare problemi di valanghe, un lavoro da veri esperti. Le nevicate continue hanno creato tante difficoltà, ma alla fine siamo riusciti a proporre la gara con i complimenti di tutti».
Partenza dal rifugio Boch, salita fino ai piedi del Grostè, per poi inoltrarsi nel vallone che porta a Cima Grostè, quindi tuffo in discesa dal Campaniletto dei Camosci, seconda salita fino a Passo Grostè e al giro di boa i giovani si sono diretti al rifugio Boch verso l’arrivo, senior e master invece hanno ripetuto il tracciato.
Pronti via e subito i migliori hanno allungato il passo: sulla salita verso Cima Grostè (2850 metri) Michele Boscacci era il più determinato, un passo che solo il tedesco Palzer (che aveva staccato il suo compagno Galizzi), i due alpini Lenzi ed Eydallin e Holzknecht riuscivano a “copiare”. Al cambio pelli Palzer doveva attendere giocoforza Galizzi, e così i primi a lanciarsi nella neve vergine del Campaniletto dei Camosci erano Boscacci e Holzknecht. Vederli in azione è stato uno spettacolo nello spettacolo. Dietro Lenzi ed Eydallin non erano da meno. Dopo il cambio pelli sul sentiero di Vallesinella la gara ricominciava a guardare all’insù. Poi il colpo di scena: a Lenzi si è sfilata una pelle di foca, fatto che non è sfuggito ai due di testa che hanno così fatto forcing guadagnando una manciata di metri. A quel punto la gara era già decisa, nonostante l’impegno dei due alpini, sulla salita di cima Grostè il distacco al cambio pelli era già sensibile e i due valtellinesi hanno saputo gestire bene la situazione sia nella vorticosa discesa che nella salita di Passo Grostè.
L’arrivo è stata una passerella per i due lombardi, che hanno atteso 2’36 prima di vedere Lenzi ed Eydallin sotto l’arco d’arrivo. Il terzo posto, di gara ma non del podio tricolore, è stato per la coppia italo slovena Pivk-Kuhar a loro volta davanti alla coppia italo-tedesca Galizzi-Palzer. Il bronzo tricolore se lo sono messi al collo così i due bellunesi Follador-Beccari.
La gara femminile era tutta all’insegna di Pellissier ed Elena Nicolini. Non c’è stata storia. La coppia bormina Martinelli-Rocca infatti era nettamente staccata, con la prima che ha “trainato” col cordino in più punti la compagna. Alla fine, sono giunte sul traguardo con oltre 8’. Compagnoni e Valmassoi hanno completato il podio.
La famiglia Nicolini ha avuto di che brindare. Oltre ad Elena, sul gradino più alto del podio sono saliti anche il papà Franco che in coppia con Omar Oprandi ha vinto il titolo master, ed il fratello più giovane Federico, primo tra gli junior. Al femminile titolo junior per Alba De Silvestro mentre tra i cadetti vittoria per Davide Magnini del Brenta Team.
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