TRENTO. Il trasferimento del gregge di Agitu Ideo Gudeta, la pastora uccisa dal suo aiutante, dalla stalla di maso Filzerhof, in val dei Mocheni, ad alcuni allevatori sparsi per la provincia e resisi disponibili ad accogliere temporaneamente gli animali, ha suscitato molte polemiche.

In molti si sono chiesti se questo implicherà la fine definitiva del progetto della pastora e imprenditrice etiope assassinata e cosa ne sarà degli oltre 100.000 euro raccolti tramite una campagna di crowdfunding ancora in corso.

La notizia era stata data ieri sui social dalla pastora Beatrice Zott, che era stata incaricata temporaneamente di occuparsi del gregge, cogliendo di sorpresa anche l'associazione Amici dell'Etiopia, che si è occupata della raccolta fondi. A chiarire come si è arrivati alla decisione e in che termini è stato poi il sindaco di Trento Franco Ianeselli.

Date le condizioni meteo e le temperature eccessivamente rigide che hanno causato problemi all'erogazione dell'acqua, oltre a spazi sempre più esigui in considerazione di una serie di parti previsti per le prossime settimane, non era infatti più possibile tenere lì il gregge e, con l'assenso della famiglia di Agitu, è stata trovata una soluzione di affido temporaneo, per sei mesi.