ARCO. Compie oggi 108 anni Livio Parolari, nato il 25 ottobre del 1909 a Chiarano. Domenica è stato festeggiato dai tre figli, dai cinque nipoti e dai cinque pronipoti, assieme all’assessora comunale Silvia Girelli che ha portato il saluto e gli auguri del sindaco Betta. Una lunga e bella giornata iniziata al mattino, quando Livio ha partecipato alla santa messa solenne attorniato da figli e nipoti.

Livio Parolari vive ancora nella sua casa con una brava badante che è con lui da molto tempo. Il figlio Giovanni spiega che il suo papà è ancora in gamba, ama essere informato su tutto ma purtroppo ha dovuto abbandonare la sua consueta partita a carte con figli e nuore, a causa di un calo della vista. Qualche problema motorio, certo, ma nulla se si considera che stiamo parlando di un ultracentenario.

Livio Parolari è la seconda persona più anziana del Trentino dopo Luigi Tomasi di Ala che di anni, da poco, ne ha compiuti ben 109. Ma al Sevizio Statistica della Provincia risultano ancora in vita anche altre due donne del 1909, una residente a Cles e un’altra a Porte di Rendena.

Ma come si riesce ad arrivare a 108 anni ancora in buona salute? «La mia vita - risponde Livio Parolari - è stata una vita di duro lavoro, ho fatti molti sacrifici fin da bambino quando con la mia famiglia eravamo in malga a San Giovanni al Monte, una località a 1100 metri sopra Arco. Eravamo lì anche quando è scoppiata la prima guerra mondiale, ed in quella malga sono state portate oltre 400 bestie da Arco prima che i proprietari fossero allontanati dalle loro case per andare da profughi in Boemia». La sua famiglia, ricorda l’arcense, è stata una delle poche non sfollate in Boemia, fra questi c’era anche la sua futura moglie che allora aveva appena cinque anni. «Mio papà è stato chiamato in guerra e mandato al fronte sul Monte Oro - continua l’ultracentenario - mia mamma, con i suoi nove figli, si era rifugiata a Dasindo, nel Lomaso, per poi tornare a S. Giovanni e quindi a Chiarano in piena guerra dove c’erano solo soldati». Livio Parolari ricorda di aver vissuto molto male, da antifascista quale era, il ventennio ed è andato in guerra, durante il secondo conflitto mondiale, anche se essendo il quarto fratello in guerra fruiva ogni tanto di una licenza per aiutare la mamma sulla quale gravava tutto il sostentamento della famiglia essendo venuto a mancare il papà.

A questo punto serve sapere il segreto di una dieta che lo tiene in forma a 108 anni: «Al mattino mangio un panino con il lardo o con la marmellata, a pranzo polenta crauti e braciola o un piatto di pasta, senza farmi mai mancare un bicchiere di vino e una mela».

Tanti auguri anche a nonno Livio anche dal Trentino.