Dro. Celebrano anche quest’anno il ricordo dei profughi di Braunau, il Comitato Sant’Antonio e il Comune di Dro. E lo fanno, per la prima volta, alla presenza dei rappresentanti provinciali e regionali. Si è tenuta infatti ieri mattina la cerimonia di commemorazione che, dopo gli appuntamenti degli scorsi anni – la posa della targa nel 2018, la visita alla “città di legno” austriaca nell’aprile 2019 e la messa a dimora del sorbo degli uccellatori ad ottobre 2019 -, stavolta ha dato luogo a un breve incontro istituzionale sul territorio. Partiti dal municipio droato, il presidente del Comitato Sebastiano Matteotti, il neo-sindaco di Dro Claudio Mimiola, l’assessora alla cultura Ginetta Santoni, il sindaco uscente Vittorio Fravezzi, la neo-sindaca di Drena Giovanna Chiarani, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, la consigliera provinciale Vanessa Masé e il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher hanno fatto visita alla targa commemorativa, per poi recarsi nella chiesetta di Sant’Antonio. Qui, dopo aver letto il sentito omaggio, pervenuto via lettera, del sindaco di Braunau Johannes Waidbacher, i presenti hanno firmato la pergamena del ricordo.

Momenti particolarmente toccanti, la preghiera collettiva guidata da don Stefano Anzelini e il canto del coro droato Chiare Stelle, che ha ridato vita ad un’antica canzone, risalente ai tempi della vita nel campo austriaco. Con l’occasione, il Comitato ha infine annunciato la pubblicazione (entro dicembre) di un libro, realizzato con il Comune di Dro e il Sommolago, che ripercorrerà la storia dei profughi droati, cenigoti e premurandi a Braunau, dando spazio, tra gli approfondimenti, soprattutto alle foto raccolte negli ultimi anni dai bauli e dai cassetti delle famiglie locali e, piccola chicca, alle pagine del diario di Rosa Piccoli, 15enne detenuta nella “città di legno”, pervenute agli autori grazie al nipote. K.D.E.