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Nago - torrbole. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne quest’anno ha assunto un significato particolare e ancora più importante. Il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, per chi viene maltrattata in famiglia, ha coinciso con un aumento delle violenze dalle quali è stato impossibile sottrarsi anche materialmente, non potendo uscire di casa. «Combattiamo fermamente qualsiasi tipo di violenza sulle donne, ancora troppo inascoltate, ancora troppo abbandonate a un destino tragico – ha dichiarato il primo cittadino di Nago-Torbole, Gianni Morandi - come comunità di Nago-Torbole ricordiamo Eleonora Perraro, assassinata a Nago nella notte del 5 settembre 2019. Dedicando un pensiero a lei e alla sua famiglia, siamo vicini a tutte le vittime nella speranza di poter combattere accanto a loro e di offrire l’aiuto di cui hanno bisogno».
Nei primi dieci mesi del 2020 i femminicidi sono stati 91. Uno ogni tre giorni. Senza contare le richieste di aiuto alle associazioni, che sono cresciute del 73%, secondo i dati Istat. «Non dobbiamo mai abbassare la guardia, dobbiamo fare in modo che ogni donna minacciata, umiliata, picchiata, abbia modo di sentirsi difesa e aiutata – ha aggiunto Morandi - ricordiamoci che il 25 novembre è solo una data simbolica, le violenze non guardano né il calendario, né l’orologio, né l’età della vittima. E non solo, le conseguenze si amplificano, come i cerchi nell’acqua quando vi viene gettato un sasso: ricordiamo che sono in aumento anche i casi di violenza assistita, quella a cui assistono i bambini in famiglia. E come sassi, dolorosi e pesanti, sono le parole che feriscono psicologicamente la donna, che si sente senza via di scampo: minacce, ricatti, insulti». S.BASS.
Nei primi dieci mesi del 2020 i femminicidi sono stati 91. Uno ogni tre giorni. Senza contare le richieste di aiuto alle associazioni, che sono cresciute del 73%, secondo i dati Istat. «Non dobbiamo mai abbassare la guardia, dobbiamo fare in modo che ogni donna minacciata, umiliata, picchiata, abbia modo di sentirsi difesa e aiutata – ha aggiunto Morandi - ricordiamoci che il 25 novembre è solo una data simbolica, le violenze non guardano né il calendario, né l’orologio, né l’età della vittima. E non solo, le conseguenze si amplificano, come i cerchi nell’acqua quando vi viene gettato un sasso: ricordiamo che sono in aumento anche i casi di violenza assistita, quella a cui assistono i bambini in famiglia. E come sassi, dolorosi e pesanti, sono le parole che feriscono psicologicamente la donna, che si sente senza via di scampo: minacce, ricatti, insulti». S.BASS.
