Arco. Dopo quasi quarant’anni di crescita ininterrotta, la popolazione di Arco nel 2020 è diminuita. Il saldo fra nati e deceduti è negativo di 132 unità, 17.869 abitanti contro i 17.948 del 2019, e l’incremento di nuovi arrivi dall’esterno (+53 il saldo migratorio) non è riuscito a invertire la tendenza come invece accaduto negli ultimi cinque anni. Ma c’è di più: in termini assoluti il numero dei morti non è mai stato così elevato dal 1934, nemmeno durante gli anni della seconda guerra mondiale. 257 infatti sono stati gli arcensi che se ne sono andati, un numero impressionante se confrontato con quello degli anni precedenti, la media dei quali era attestata sui 150. Le cifre si alzano considerevolmente se ai residenti si aggiungono tutti coloro che ad Arco non abitavano ma ci hanno vissuto i loro ultimi momenti: alle 257 di cui sopra, vanno addizionate altre 275 persone, per un totale di 532 atti di morte registrati.

Un’impennata eccezionale, ovviamente legata alle conseguenze della pandemia: «Purtroppo – ha commentato il sindaco Alessandro Betta – i dati di fine anno confermano tutti gli allarmi che abbiamo lanciato alla Provincia a partire da febbraio. Ciononostante sul nostro territorio non è stato fatto nulla di più rispetto ad altri, ma forse era qui che si poteva sperimentare quella campagna di tamponamenti in stile Alto Adige che invece non si è fatta, fermo restando che è difficile avere una controprova sicura. Si tratta comunque di dati allarmanti, che impongono alla Provincia nuove, serie riflessioni, soprattutto ora che l’intensità della pandemia è cresciuta di nuovo».

Fa riflettere anche il numero degli arcensi classe 2020: i nuovi nati sono stati 125. Per trovare un dato così modesto, bisogna risalire al 1991, quando le nascite furono solo 116: numeri che non si registrarono nemmeno in tempo di guerra. 649 invece sono state le persone che ad Arco si sono trasferite provenendo da altre località, numero più che sufficiente a compensare le 596 che invece da Arco se ne sono andate: un saldo di +53 che risulta comunque il peggiore degli ultimi 35 anni ad esclusione del 2014, quando si attestò a +33.