Arco. Opere di scavo non autorizzate, una recinzione fissa, il danneggiamento del balcone loggiato di Villa Maria e la difformità costruttiva della scalinata fra via Lomego e il parco delle Braile: sono questi i punti su cui si è concentrata l’attenzione degli agenti della polizia locale che nelle scorse settimane hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere della nuova struttura alberghiera che sta sorgendo alle Braile secondo il progetto presentato dalla società Vittoria, in ottemperanza alle indicazioni del piano di recupero numero 7. Se durante la verifica dei lavori di realizzazione dell’opera non sono stati riscontrati valori difformi dal progetto autorizzato per quanto riguarda le dimensioni volumetriche, qualche problema è stato riscontrato negli elementi sopra indicati, che risultano essere stati realizzati in difformità dei permessi di costruire rilasciati e che pertanto vanno a configurarsi come opere abusive.
Durante il sopralluogo la polizia locale ha rilevato il riempimento del terrapieno all’esterno di Villa Maria sul lato orientale con demolizione di parte dei percorsi pedonali e delle scalette in pietra; la realizzazione di una recinzione fissa alta anche oltre i tre metri nei pressi dell’ingresso delle villa; il danneggiamento del balcone loggiato sul prospetto est di Villa Maria con strappi delle murature laterali e fessurazioni delle fondazioni di appoggio strutturale; la diversa conformazione costruttiva della scalinata con struttura metallica che collega via Lomego con il parco delle Braile.
Si tratta di interventi legati alle opere di urbanizzazione primaria imposti dal piano di recupero delle Braile, che prevedevano la realizzazione di una rotatoria, il ripristino del percorso pedonale tra via Lomego e il parco e la bonifica del pendio boscato. A progettare l’intervento erano stati Andrea Santini dello studio Abaco di Riva del Garda, che ha ricoperto anche l’incarico di direttore dei lavori, e Pierluigi Lotti, Sara Lotti e Chiara Parisi dello studio Lotti Greenproject. Si tratta della stessa Chiara Parisi candidata sindaca per una serie di liste ambientaliste, che però con le opere contestate sostiene di non avere nulla a che vedere, come ha dichiarato lei stessa: «Insieme ai professionisti dello studio Lotti ho partecipato alla progettazione della parte verde che sta sulla rampa tra l’hotel e via Lomego. Della scalinata si è occupato il progettista dell’hotel, così come di tutti gli altri lavori. Noi abbiamo lavorato come da indicazioni, lasciando i muretti a secco preesistenti, riutilizzando tutte le pietre recuperate in loco e piantando esclusivamente essenze compatibili con il Kurort e la mediterraneità. Abbiamo persino lasciato tutte le ceppaie in modo che gli alberi di olivo potessero rinascere dalle loro radici originarie, come in effetti è accaduto». Di quello che si è verificato dopo, senza che sia stata presentata alcuna variante, le responsabilità vanno dunque ricercate altrove. Al momento non è stata emessa alcuna ordinanza di sospensione dei lavori, visto che al momento del sopralluogo non è stato trovato nessuno all’opera.
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Durante il sopralluogo la polizia locale ha rilevato il riempimento del terrapieno all’esterno di Villa Maria sul lato orientale con demolizione di parte dei percorsi pedonali e delle scalette in pietra; la realizzazione di una recinzione fissa alta anche oltre i tre metri nei pressi dell’ingresso delle villa; il danneggiamento del balcone loggiato sul prospetto est di Villa Maria con strappi delle murature laterali e fessurazioni delle fondazioni di appoggio strutturale; la diversa conformazione costruttiva della scalinata con struttura metallica che collega via Lomego con il parco delle Braile.
Si tratta di interventi legati alle opere di urbanizzazione primaria imposti dal piano di recupero delle Braile, che prevedevano la realizzazione di una rotatoria, il ripristino del percorso pedonale tra via Lomego e il parco e la bonifica del pendio boscato. A progettare l’intervento erano stati Andrea Santini dello studio Abaco di Riva del Garda, che ha ricoperto anche l’incarico di direttore dei lavori, e Pierluigi Lotti, Sara Lotti e Chiara Parisi dello studio Lotti Greenproject. Si tratta della stessa Chiara Parisi candidata sindaca per una serie di liste ambientaliste, che però con le opere contestate sostiene di non avere nulla a che vedere, come ha dichiarato lei stessa: «Insieme ai professionisti dello studio Lotti ho partecipato alla progettazione della parte verde che sta sulla rampa tra l’hotel e via Lomego. Della scalinata si è occupato il progettista dell’hotel, così come di tutti gli altri lavori. Noi abbiamo lavorato come da indicazioni, lasciando i muretti a secco preesistenti, riutilizzando tutte le pietre recuperate in loco e piantando esclusivamente essenze compatibili con il Kurort e la mediterraneità. Abbiamo persino lasciato tutte le ceppaie in modo che gli alberi di olivo potessero rinascere dalle loro radici originarie, come in effetti è accaduto». Di quello che si è verificato dopo, senza che sia stata presentata alcuna variante, le responsabilità vanno dunque ricercate altrove. Al momento non è stata emessa alcuna ordinanza di sospensione dei lavori, visto che al momento del sopralluogo non è stato trovato nessuno all’opera.
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