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Arco. Giorni contati per l’ex Villa San Pietro: i lavori per il suo abbattimento e la sua trasformazione in un moderno compendio abitativo stanno per iniziare, anche se ieri si è registrato del movimento sulle facciate occidentali. Pare infatti che, prima di dare il via ai lavori, si voglia escludere del tutto che sotto le malte si trovino elementi di carattere storico così importanti da bloccare l’intervento. Per questo oggi è previsto il sopralluogo di Franco Marzatico, della Soprintendenza provinciale, volto a certificare che l’attuale struttura non nasconde nulla di storicamente rilevante, come invece sostengono i movimenti ambientalisti che da mesi ormai cercano di attirare l’attenzione delle autorità su quello che loro considerano uno scempio urbanistico bello e buono. A giudicare dai primi rilievi, però, pare che non si sia trovato nulla che impedisca alle ruspe di iniziare il loro lavoro.
«A questo punto – ha commentato l’ormai ex assessore all’urbanistica Stefano Miori – il sospetto che per i comitati ogni scusa sia buona per poter continuare ad ostacolare le procedure amministrative con ogni mezzo disponibile sia più che giustificato, un po’ com’è già accaduto con i lavori per il vallo tomo. La possibilità che sotto quei muri di fattura post ottocentesca ci possa essere qualche elemento storicamente significativo è pressoché nulla».
Ciononostante la Sovrintendenza farà le sue valutazioni dopo aver controllato attentamente tutti gli elementi utili. Se non vi sarà nulla da eccepire, i lavori potranno partire e del vecchio albergo, poi diventato struttura sanitaria, non resterà più nulla: al suo posto tre palazzine con volumi residenziali e commerciali a due passi dal centro storico. Tutti i tentativi messi in campo dai movimenti ambientalisti, a quel punto, spintisi fino ad un’istanza di annullamento della pratica presentata alla Provincia, non avranno sortito effetto alcuno. Non proprio un buon viatico per l’inizio della nuova consiliatura.
«A questo punto – ha commentato l’ormai ex assessore all’urbanistica Stefano Miori – il sospetto che per i comitati ogni scusa sia buona per poter continuare ad ostacolare le procedure amministrative con ogni mezzo disponibile sia più che giustificato, un po’ com’è già accaduto con i lavori per il vallo tomo. La possibilità che sotto quei muri di fattura post ottocentesca ci possa essere qualche elemento storicamente significativo è pressoché nulla».
Ciononostante la Sovrintendenza farà le sue valutazioni dopo aver controllato attentamente tutti gli elementi utili. Se non vi sarà nulla da eccepire, i lavori potranno partire e del vecchio albergo, poi diventato struttura sanitaria, non resterà più nulla: al suo posto tre palazzine con volumi residenziali e commerciali a due passi dal centro storico. Tutti i tentativi messi in campo dai movimenti ambientalisti, a quel punto, spintisi fino ad un’istanza di annullamento della pratica presentata alla Provincia, non avranno sortito effetto alcuno. Non proprio un buon viatico per l’inizio della nuova consiliatura.
