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Riva. Nati lo stesso giorno dello stesso anno, Pia Zanoni e Bruno Camin hanno festeggiato, entrambi a casa propria, il raro traguardo del centesimo compleanno. I due centenari rivani hanno ricevuto un omaggio dell’amministrazione comunale (Pia un mazzo di fiori e Bruno un quadretto di Riva) con un biglietto d’auguri firmato dal sindaco Cristina Santi.
Pia Zanoni è nata a Riva, ultima dei sei figli di Anna e Luigino. Nel 1953 ha sposato Carlo Zucchelli, muratore, anche lui rivano, con il quale ha avuto due figli: Cristina e Roberto. Fin dall’età di vent’anni ha lavorato al centralino di un’azienda di telecomunicazioni, prima la Telve, poi la Sip e infine la Telecom. Oggi abita in via Grez, accudita dai suoi cari. «Non sta mai ferma – raccontano i familiari – e nonostante l’età è molto autonoma. Fino a due mesi fa cucinava da sola, ora purtroppo si è infortunata per una caduta e si è dovuta un po’ fermare. Per tanti anni è stata la custode della chiesetta di Sant’Anna in via Grez, probabilmente la persona che lo ha fatto più a lungo, e quando in maggio c’era il rosario lei era sempre in prima linea». Bruno Camin invece è nato a Gardolo, da Leone e Luigia, secondo di tre fratelli. Si è trasferito a Riva per lavoro, avendo trovato impiego in una banca, dove ha conosciuto la futura moglie, Alda, con la quale ha avuto anche lui due figli: Andrea e Mario. La politica aziendale dell’epoca prevedeva che in caso di matrimonio uno dei due dipendenti dovesse licenziarsi, cosa che fece Alda, dedicandosi così alla famiglia. Oggi Bruno è straordinariamente autonomo: vive da solo nella sua casa di viale Canella, dove si fa da mangiare, lava e stira. Fino allo scoppio della pandemia faceva anche la spesa, andando in centro a piedi, rigorosamente senza bastone, e salendo i tre piani di casa, dato che l’ascensore non c’è. «È sempre stato un grande padre – racconta il figlio Andrea – sempre sereno, mai arrabbiato e ci ha sempre aiutato in tutto. Figlio di contadini, ha sempre avuto la passione dell’orto, arrivando a curare anche quello di conoscenti». Per il compleanno i figli gli hanno regalato uno smartphone, vista la sua curiosità per la tecnologia. Bruno ha subito voluto provarlo e rapidamente ha imparato a fare le videochiamate, sicché la festa di compleanno l’ha trascorsa in buona parte a videochiamare i nipoti: due nel Regno Unito, una a Sidney e una a Rovereto. M.CASS.
Pia Zanoni è nata a Riva, ultima dei sei figli di Anna e Luigino. Nel 1953 ha sposato Carlo Zucchelli, muratore, anche lui rivano, con il quale ha avuto due figli: Cristina e Roberto. Fin dall’età di vent’anni ha lavorato al centralino di un’azienda di telecomunicazioni, prima la Telve, poi la Sip e infine la Telecom. Oggi abita in via Grez, accudita dai suoi cari. «Non sta mai ferma – raccontano i familiari – e nonostante l’età è molto autonoma. Fino a due mesi fa cucinava da sola, ora purtroppo si è infortunata per una caduta e si è dovuta un po’ fermare. Per tanti anni è stata la custode della chiesetta di Sant’Anna in via Grez, probabilmente la persona che lo ha fatto più a lungo, e quando in maggio c’era il rosario lei era sempre in prima linea». Bruno Camin invece è nato a Gardolo, da Leone e Luigia, secondo di tre fratelli. Si è trasferito a Riva per lavoro, avendo trovato impiego in una banca, dove ha conosciuto la futura moglie, Alda, con la quale ha avuto anche lui due figli: Andrea e Mario. La politica aziendale dell’epoca prevedeva che in caso di matrimonio uno dei due dipendenti dovesse licenziarsi, cosa che fece Alda, dedicandosi così alla famiglia. Oggi Bruno è straordinariamente autonomo: vive da solo nella sua casa di viale Canella, dove si fa da mangiare, lava e stira. Fino allo scoppio della pandemia faceva anche la spesa, andando in centro a piedi, rigorosamente senza bastone, e salendo i tre piani di casa, dato che l’ascensore non c’è. «È sempre stato un grande padre – racconta il figlio Andrea – sempre sereno, mai arrabbiato e ci ha sempre aiutato in tutto. Figlio di contadini, ha sempre avuto la passione dell’orto, arrivando a curare anche quello di conoscenti». Per il compleanno i figli gli hanno regalato uno smartphone, vista la sua curiosità per la tecnologia. Bruno ha subito voluto provarlo e rapidamente ha imparato a fare le videochiamate, sicché la festa di compleanno l’ha trascorsa in buona parte a videochiamare i nipoti: due nel Regno Unito, una a Sidney e una a Rovereto. M.CASS.
