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Arco. Se si vuole capitalizzare al massimo il lavoro svolto dalla commissione di lavoro congiunta sociale ed economica per individuare le misure più adeguate da mettere a disposizione della comunità arcense in seguito all’epidemia, è opportuno riunirsi nuovamente: così la pensa il sindaco Alessandro Betta, che ha proposto ai due presidenti, Lorenza Colò e Giovanni Rullo, la data di lunedì 24 agosto. In caso di accordo, sarà quella la sede in cui si deciderà come e quando applicare le misure concordate nelle scorse settimane. Anticipare i tempi potrebbe consentire di mettere in atto le prime strategie già entro l’autunno.
Da parte sua il Comune ha comunque predisposto interventi autonomi come per esempio la riduzione della quota fissa del servizio dell’acquedotto per le utenze non domestiche, una misura a sostegno delle aziende che, seppure di non significativa entità, tuttavia contribuisce a diminuire l’impatto delle spese fisse in periodi in cui non si è lavorato come nel corso degli anni precedenti: la quota fissa sarà azzerata fino alla fine dell’anno e comporterà un risparmio per ogni utenza di 17 euro e mezzo, mentre il Comune da parte sua dovrà rinunciare ad un introito di quasi 19mila euro totali. La giunta arcense è consapevole che si tratta di un provvedimento che singolarmente non rappresenta un gran risparmio, ma unito alle altre misure approvate va nella direzione di agevolare la ripresa economica delle aziende duramente provate dall’epidemia: a tutt’oggi infatti il Comune, fra riduzioni tariffarie e spese dirette, ha investito più di un milione e 300mila euro. G.R.
Da parte sua il Comune ha comunque predisposto interventi autonomi come per esempio la riduzione della quota fissa del servizio dell’acquedotto per le utenze non domestiche, una misura a sostegno delle aziende che, seppure di non significativa entità, tuttavia contribuisce a diminuire l’impatto delle spese fisse in periodi in cui non si è lavorato come nel corso degli anni precedenti: la quota fissa sarà azzerata fino alla fine dell’anno e comporterà un risparmio per ogni utenza di 17 euro e mezzo, mentre il Comune da parte sua dovrà rinunciare ad un introito di quasi 19mila euro totali. La giunta arcense è consapevole che si tratta di un provvedimento che singolarmente non rappresenta un gran risparmio, ma unito alle altre misure approvate va nella direzione di agevolare la ripresa economica delle aziende duramente provate dall’epidemia: a tutt’oggi infatti il Comune, fra riduzioni tariffarie e spese dirette, ha investito più di un milione e 300mila euro. G.R.
