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Arco. La Variante 15 non s’ha da fare. La candidata sindaco per il mondo ambientalista Chiara Parisi ne è più che certa e all’alba del prossimo consiglio previsto per il 27, 28 e 29 luglio rimarca le proprie ragioni per dimostrare quanto questa manovra urbanistica sia una forzatura a pochissime settimane dalle elezioni che porteranno in carica una nuova amministrazione.
«Mancano meno di due mesi alla data prevista per l’elezione della prossima amministrazione e sono passati quasi 3 mesi dalla data in cui, se non ci fosse stata l’emergenza Covid-19, il testimone sarebbe passato a maggioranza diversa dall’attuale - scrive Parisi -. Le ultime elezioni per Arco si sono tenute il 9 marzo 2014, più di sei anni fa, e mi chiedo quanto questa amministrazione sia ancora espressione del volere dei cittadini e quindi quanto sia legittimata a ostinarsi nel voler a tutti i costi concludere il proprio percorso politico lasciando un’eredità così vincolante a chi gli succederà». Sì, perché dovesse passare, la Variante sarà eredità di chiunque vincerà le elezioni a prescindere dall’esserne concordi o meno. «Abbiamo più volte evidenziato la mancanza di un percorso partecipativo che coinvolgesse cittadini e forze politiche di minoranza - continua -, l’assenza di un disegno organico di interventi, un uso dello strumento perequativo sbilanciato a favore dei privati, un eccessivo consumo di suolo agricolo con la cementificazione di aree di protezione paesaggistica dei centri storici e la previsione dell’ennesimo centro commerciale di cui nessuno avverte il bisogno».
Parisi ricorda anche l’evoluzione della maggioranza in tema Variante. «Ha forse già oltrepassato quello che è il limite di serietà e responsabilità politica. Si sta assistendo ad uno squallido teatrino in cui, anche a causa dell’impedimento del voto segreto, ci si è trovati con assessori sfiduciati, consiglieri dimessi, accordi con minoranze, anche attraverso l’ammissione di emendamenti di dubbia legittimità, toni aspri, pressioni, insulti». Tutto un contesto che fa sorgere in Parisi e i suoi una domanda: cosa accadrebbe se la variante dovesse passare e tra poco più di un mese i cittadini scegliessero una maggioranza che ha sempre osteggiato questa scelta urbanistica? «Questa futura amministrazione si troverà a dover scegliere tra l’attuazione di ciò che è previsto in variante, oppure tener fede alla democrazia rispettando il volere dei suoi elettori e cercare di porre rimedio, rischiando così di esporre l' amministrazione a contenziosi con i privati che hanno sottoscritto gli accordi. Questa amministrazione non può e non deve ipotecare il nostro futuro». Le sorti della variante sono in mano al sostituto del consigliere Simone Chiarani. «A questa persona vogliamo ricordare la sua grande responsabilità, variante o democrazia. E cioè che la scelta torni ai cittadini che tra poche decine di giorni saranno chiamati attraverso il loro voto a decidere quale sarà il futuro di Arco». L.O.
«Mancano meno di due mesi alla data prevista per l’elezione della prossima amministrazione e sono passati quasi 3 mesi dalla data in cui, se non ci fosse stata l’emergenza Covid-19, il testimone sarebbe passato a maggioranza diversa dall’attuale - scrive Parisi -. Le ultime elezioni per Arco si sono tenute il 9 marzo 2014, più di sei anni fa, e mi chiedo quanto questa amministrazione sia ancora espressione del volere dei cittadini e quindi quanto sia legittimata a ostinarsi nel voler a tutti i costi concludere il proprio percorso politico lasciando un’eredità così vincolante a chi gli succederà». Sì, perché dovesse passare, la Variante sarà eredità di chiunque vincerà le elezioni a prescindere dall’esserne concordi o meno. «Abbiamo più volte evidenziato la mancanza di un percorso partecipativo che coinvolgesse cittadini e forze politiche di minoranza - continua -, l’assenza di un disegno organico di interventi, un uso dello strumento perequativo sbilanciato a favore dei privati, un eccessivo consumo di suolo agricolo con la cementificazione di aree di protezione paesaggistica dei centri storici e la previsione dell’ennesimo centro commerciale di cui nessuno avverte il bisogno».
Parisi ricorda anche l’evoluzione della maggioranza in tema Variante. «Ha forse già oltrepassato quello che è il limite di serietà e responsabilità politica. Si sta assistendo ad uno squallido teatrino in cui, anche a causa dell’impedimento del voto segreto, ci si è trovati con assessori sfiduciati, consiglieri dimessi, accordi con minoranze, anche attraverso l’ammissione di emendamenti di dubbia legittimità, toni aspri, pressioni, insulti». Tutto un contesto che fa sorgere in Parisi e i suoi una domanda: cosa accadrebbe se la variante dovesse passare e tra poco più di un mese i cittadini scegliessero una maggioranza che ha sempre osteggiato questa scelta urbanistica? «Questa futura amministrazione si troverà a dover scegliere tra l’attuazione di ciò che è previsto in variante, oppure tener fede alla democrazia rispettando il volere dei suoi elettori e cercare di porre rimedio, rischiando così di esporre l' amministrazione a contenziosi con i privati che hanno sottoscritto gli accordi. Questa amministrazione non può e non deve ipotecare il nostro futuro». Le sorti della variante sono in mano al sostituto del consigliere Simone Chiarani. «A questa persona vogliamo ricordare la sua grande responsabilità, variante o democrazia. E cioè che la scelta torni ai cittadini che tra poche decine di giorni saranno chiamati attraverso il loro voto a decidere quale sarà il futuro di Arco». L.O.
