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TRENTO. La Fenalt proclama lo stato di agitazione nel settore Apsp. Oggi sono state inviate ai datori di lavoro, nel caso di Oss non vaccinati, e anche agli Ordini professionali, in caso di medici e infermieri, le lettere dell'Azienda sanitaria di Trento. Una valutazione precisa non è ancora stata fatta ed è previsto un incontro in settimana tra l'assessora alla Salute, Stefania Segnana, con Upipa e Spes. Se non dovessero cambiare i numeri degli operatori attualmente non vaccinati, però - questo l'allarme lanciato dai sindacati nei giorni scorsi - cinque case di riposo non potrebbero garantire i turni, sette non garantirebbero i parametri assistenziali e le altre dovrebbero rimodulare al ribasso organizzazione e maggiori parametri a oggi assicurati. In futuro possibili le chiusure di reparti o intere strutture.
"La Fenalt, sindacato di maggioranza nelle Apsp, intende pubblicamente precisare - afferma il vice segretario Roberto Moser - che non accetterà un aumento dei carichi di lavoro, né aumenti di orari di lavoro, tantomeno revoca di ferie o riposi. Il personale dell'Apsp è reduce da un periodo di attività massacrante sia fisicamente che psicologicamente: le soluzioni auspicabili che usciranno dall'incontro devono essere altre, senza toccare minimamente la turnistica degli operatori che rimarranno in servizio. Su questi punti Fenalt non transige. Per noi le soluzioni possono essere ben altre: evitando di far firmare il consenso informato per un vaccino obbligatorio - questione che per molti scettici è dirimente -, predisponendo nuclei di infermieri liberi professionisti che possano coprire le esigenze del servizio laddove se ne presenta l'occorrenza. Non si può immaginare che si pensi di risolvere un problema di questa entità chiedendo deroghe sulla turnistica e sull'orario di lavoro. La soluzione va individuata senza procurare ulteriore stress agli operatori e garantendo condizioni di lavoro sicure".
