TRENTO. La posizione degli animalisti, già chiara sul tema – ben prima che si discutesse della sorte sorte di Kj1 – è stata ribadita all’annuncio dell’abbattimento dell’orsa, rea di aver aggredito un turista francese a Dro. 

L’Enpa, Ente nazionale protezione animali, ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Trento, nei confronti del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, per violazione dell'articolo 544 bis del Codice penale, ovvero per uccisione di animale con crudeltà o senza necessità. Sulla base dello stesso articolo, sezione ter invece che bis, è arrivata una denuncia per maltrattamento sui tre cuccioli dell’orsa, sempre verso Fugatti. 

"È gravissimo, vergognoso il contesto in cui questa uccisione è stata perpetrata, vale a dire su un animale identificabile e rintracciabile perché radiocollarato, ed è gravissima la fretta 'animalicida' di Fugatti, che ha emanato il decreto di uccisione a notte fonda per impedire qualunque azione del Tar", ha dichiarato l’Enpa, sottolineando poi come “la giustizia amministrativa aveva già sospeso per ben due ordinanze di morte della Provincia e che, molto probabilmente avrebbe sospeso anche questa". 

Si tratta solo della prima denuncia ufficializzata, il trend sembra essere ben definibile. 

Sulla stessa linea d’onda, infatti, c’è Animalisti Italiani, che ha annunciato come la denuncia, da parte loro e nei confronti di Fugatti, sia prossima: “Denunceremo Fugatti per la violazione dell'art.544 bis, ossia uccisione non necessitata. Stiamo procedendo con richiesta di accesso agli atti e parere dell'Ispra. È giunto il momento di fare chiarezza e di fare giustizia per Kj1 e per tutti coloro che non possono parlare".

L’Associazione ha aggiunto di come ci siano “sdegno e rabbia di fronte all'ennesimo atto di barbarie che ha visto la tragica uccisione dell'orsa Kj1, un animale la cui vita poteva e doveva essere salvata", il "brutale episodio" che "non è solo una manifestazione di incompetenza e indifferenza, ma una chiara dimostrazione di una sistematica mancanza di rispetto e umanità verso le creature che condividono il nostro territorio", avrebbe visto – a detta di Walter Caporale, il presidente, “Il governatore Fugatti trasformarsi in uno sceriffo da Far West, tutto pistole e distintivo, ma con un'abilità pari a zero nel proteggere la vita, ignorando completamente la realtà e le sue responsabilità. Fugatti è ormai solo un criminale a piede libero, mandante dell'ennesimo omicidio di un essere vivente”.

“Gli chiedo: cosa nascondi nel vivere solo di odio per orsi e lupi? La tua gestione fallimentare politica, grazie alla quale hai uno stipendio d'oro e benefit a spese dei cittadini italiani?", ha poi concluso Caporale.

Duro anche il Wwf, “L'abbattimento dell'orsa Kj1 disposto dal Presidente Fugatti ed eseguita questa mattina da una squadra del Corpo forestale trentino, è una sconfitta per tutti e dimostra una volta di più che c'è ancora molto da fare per costruire una reale coesistenza uomo-orso sulle Alpi. La rimozione di individui problematici non può essere l'unica strada per garantire la coesistenza tra comunità locali e i plantigradi".

Secondo l'associazione, "il Ministero dell'Ambiente, che ad aprile 2023 aveva aperto un tavolo tecnico di confronto di cui poi si è persa traccia, dovrebbe assumere un ruolo più attivo nelle strategie di conservazione dell'orso nel contesto alpino. L'obiettivo deve essere ottenere una popolazione vitale di orso bruno sulle Alpi, in coesistenza con l'uomo. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale consentire un'espansione spaziale della popolazione anche in altre aree alpine idonee, prevenire e ridurre i conflitti uomo-orso e promuovere una attitudine positiva delle comunità locali verso la specie, tramite la diffusione di corrette informazioni. È giunto il momento di applicare tutti gli strumenti e le migliori strategie per prevenire i conflitti, e che la rimozione non sia considerata l'unica opzione possibile".

Secondo il Wwf "è importante sottolineare, anche in vista di una corretta comunicazione, che il rischio di incidenti, anche qualora si mettano in campo tutti gli sforzi possibili per ridurre i rischi, non potrà mai essere azzerato. Ma può essere ridotto significativamente dove si agisce correttamente per migliorare le conoscenze di comunità locali e turisti e dove si possano prevedere anche strategie volte a diminuire i rischi in caso di interazione aggressive, come lo spray anti-orso. L'impiego del bear spray è consentito in Usa, Canada, Russia e in numerosi Paesi europei come Svezia, Slovenia, Slovacchia Polonia e Romania".