TRENTO. «Qualora fosse confermata l'origine dolosa, si tratterebbe di un gesto inqualificabile, che ferisce profondamente la sensibilità diffusa tra le nostre comunità: i trentini vedono nel bosco la loro casa e dalla tempesta Vaia hanno subito gravi perdite e lutti. Distruggere un simbolo che rappresentava tutto questo è un atto da vigliacchi». Così, in una nota, l'assessore alle foreste della Provincia di Trento, Giulia Zanotelli.

Secondo l'assessore Bisesti «Il drago Vaia era un'opera straordinaria. L'auspicio è che, come l'araba fenice rinasceva dalle proprie ceneri, anche il Drago Vaia possa tornare a innalzarsi», conclude Bisesti.