VALLE DI FASSA. Il Servizio Turismo e Sport della Provincia ha concesso un contributo di 223.524 euro alla Sat per l’acquisto di arredi e attrezzature per il rifugio alpino Boè. Metà della somma sarà liquidata dopo presentazione della documentazione necessaria mentre la parte rimanente al completamento dei lavori. Il rifugio Boè (quota 2.871 metri), come molti rifugi dolomitici, venne eretto dal Deutscher und Österreichischer Alpenverein sezione di Bamberga. Per questo motivo inizialmente il rifugio prese il nome di “capanna Bamberga al Boè”. Uscì devastato dalla Prima guerra mondiale e nel 1921 passò alla Società degli alpinisti tridentini con altri 13 rifugi. Dopo la ricostruzione post bellica tornò in funzione nel 1924 e prese l’attuale nome di “rifugio Boè”. Successivamente la struttura venne ampliata in più occasioni e dotata, nel 1992, di un impianto pilota per il trattamento e la depurazione biologica delle acque reflue a cura del Servizio Opere igienico sanitarie della Provincia. Attualmente è in fase di ristrutturazione, un intervento atteso da anni. I lavori sono stati affidati a inizio estate alla ditta Fanti Legnami srl di Malosco che, per aggiudicarsi la gara, ha scelto come partner lo studio di architettura Artistudio di Fondo e l'impresa edile Mazzel di Sèn Jan di Fassa. Se tutto andrà bene il rifugio sarà pronto nel 2020, ma rimane comunque aperto per accogliere gli alpinisti che percorrono l’altopiano del Sella. Il costo preventivato delle opere è di 4 milioni. (g.b.)