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VAL DI FIEMME. Le forti precipitazioni di questi giorni e soprattutto il vento che ha soffiato dal fondovalle verso le cime delle montagne ha creato non pochi grattacapi anche agli impiantisti. A Pampeago e a Gardonè le piste di discesa, visto che scorrono gran parte lungo i pendii erbosi al di fuori del bosco, non sono state praticamente danneggiate.
Ma sugli impianti del Consorzio Ski Center Latemar a Obereggen i danni sono stati ingenti. Il coordinatore del Consorzio Sigfrid Pichler ha sottolineato il grande sforzo compiuto dai tecnici e dagli operai per liberare le piste, ma anche le funi di due impianti a Obereggen che sono state investite in più punti dalla caduta di abeti e pini abbattuti dal vento.
«Il lavoro non è ancora terminato - ha confermato il coordinatore degli impianti - ma siamo a buon punto. Le piante per fortuna non hanno creato danno ai tralicci e alle funi, sulle quali comunque faremo delle verifiche molto accurate. Poteva andare molto peggio. In Val d’Ega e al passo Costalunga il maltempo ha davvero imperversato e ha abbattuto migliaia di piante. L’aspetto della montagna è purtroppo cambiato: l’ambiente di prima non si riconosce quasi più. Sembra che sia passato il diluvio. Noi siamo stati fortunati - ha aggiunto - visto che nessuno degli impianti del Consorzio ha subito danni e siamo ora nelle condizioni di poter riaprire gli impianti a fine mese rispettando in pieno il calendario che avevamo predisposto.
Tutto comunque dipenderà dal tempo. Se la temperatura scenderà sotto lo zero riusciremo a fare la neve per tempo e preparare le piste e aprire gli impianti già per la giornata di venerdì 30 novembre a Obereggen. Sarà un’apertura notturna comunque - sottolinea Sigfrid Pichler - e sarà fatta solo sugli impianti di Obereggen. A Pampeago e sugli impianti della Latemar di Predazzo l’apertura avverrà invece il giorno dopo, sabato 1° dicembre».
Le piogge e il vento, come ha sottolineato il direttore degli impianti Silvano Seber non ha risparmiato nemmeno gli impianti delle funivie del Cermis. Sono state danneggiate le stazioni di partenza della sciovia Costabella e anche le reti di protezione di tipo A sia a Costabella che sull’Olimpia 2. Danneggiamenti pure alla struttura della telecabina Doss dei Laresi. Ma il lavoro degli operai del Cermis è stato rivolto anche alla liberazione delle piste dalle piante rovesciate dal vento. Non è stata nemmeno risparmiata la stazione delle funivie a Cavalese, dove il vento ha lacerato e scoperchiato il tetto. Il danno complessivo per fortuna è molto contenuto e si aggira sui 40 mila euro. Ma la riapertura degli impianti non subirà ritardi. Si parte sabato 1 dicembre come da programma.
