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CASTELLO DI FIEMME. Nonostante la rigida giornata invernale erano in tanti ieri pomeriggio a dare l’ultimo saluto a Massimo Piazzi, lo sfortunato vicedirettore della Cassa rurale di Fiemme stroncato da infarto sabato mattina sulle piste del Centro del fondo al passo Lavazè. Il rito funebre è stato celebrato nella chiesa parrocchiale di San Giorgio a Castello: l’ultimo affettuoso abbraccio della gente di Fiemme a una persona che ha lasciato davvero un incredibile ricordo del suo passaggio. A celebrarlo è stato don Massimiliano, giovane cappellano della parrocchia di Cavalese che nell’omelia ha ricordato la generosità, l’entusiasmo e la passione con cui Massimo si cimentava in tutte le sue attività, sia quelle legate al suo lavoro che a quelle che costituivano il coronamento e l’arricchimento della sua vita. «Il vero segreto per un cristiano – ha scandito il sacerdote – è donarsi agli altri, come ha sempre fatto Massimo con la sua famiglia, come le sue figlie e con tutte le persone con cui aveva a che fare. Al termine della nostra vita alle persone resta solo l’amore che abbiamo dato agli altri e gli ideali in cui ciascuno di noi credeva. Questa per Massimo non è l’ultima chiamata, ma è l’entrata in una vita nuova nella quale saremo a fianco del Signore, padrone della vita e della morte. Diciamo grazie Massimo per quello che hai dato alla tua famiglia, alla tua gente, alla tua valle e grazie anche al Signore per averci dato la tua vita, ricca di generosità e di amore per il prossimo».
Alla cerimonia hanno voluto presenziare tante persone con in testa il presidente della Cassa rurale Marco Misconel, affiancato dal direttore Paolo Defrancesco, (che poi ha ricordato le straordinarie doti di Massimo) e da numerosi dipendenti dell’istituto di credito.
La mesta cerimonia si è conclusa con le toccanti parole delle due figlie di Massimo, Giorgia e Arianna, che hanno ripercorso i momenti più belli e più pregnanti della loro vita insieme al padre, «coraggioso e combattente - hanno detto - che ha avuto la capacità di gioire per noi. Sei stato un porto sicuro, un uomo che ha saputo ascoltare la gente ed ora siamo noi che portiamo dentro un pezzo di te. Grazie papà – hanno detto con la voce velata dalla commozione - per tutto quello che ci hai dato e per quello che ci hai insegnato». Parole cariche di affetto e di amore sono state espresse poi anche dalla nipote Beatrice, figlia di Alberto Nones e da un rappresentante del Lions Club di Fiemme e Fassa. Il fratello Luigi lo ha poi salutato con immenso affetto, ricordando anche il padre Bruno “Cozzon”, scomparso 40 anni fa anche lui a soli 54 anni come Massimo. «Massimo era diverso da tutti – ha detto Luigi con la voce rotta dalla commozione- fin da giovane era in grado di affrontare con calma le situazioni più complicate. Massimo – ha aggiunto- riusciva a vedere oltre il materialismo e percepiva cosa fare per migliorare la società. Non cercava di mettersi al centro perché stare con le persone in equilibrio per lui era naturale. La sua opera, il suo comportamento resterà nel cuore di tutte le persone che lo hanno conosciuto ed apprezzato per la sua lealtà e lungimiranza. Ciao Massimo- ha concluso Luigi in lacrime - saluta e abbraccia papà per me, vegliate su di noi e aspettateci».
Alla cerimonia hanno voluto presenziare tante persone con in testa il presidente della Cassa rurale Marco Misconel, affiancato dal direttore Paolo Defrancesco, (che poi ha ricordato le straordinarie doti di Massimo) e da numerosi dipendenti dell’istituto di credito.
La mesta cerimonia si è conclusa con le toccanti parole delle due figlie di Massimo, Giorgia e Arianna, che hanno ripercorso i momenti più belli e più pregnanti della loro vita insieme al padre, «coraggioso e combattente - hanno detto - che ha avuto la capacità di gioire per noi. Sei stato un porto sicuro, un uomo che ha saputo ascoltare la gente ed ora siamo noi che portiamo dentro un pezzo di te. Grazie papà – hanno detto con la voce velata dalla commozione - per tutto quello che ci hai dato e per quello che ci hai insegnato». Parole cariche di affetto e di amore sono state espresse poi anche dalla nipote Beatrice, figlia di Alberto Nones e da un rappresentante del Lions Club di Fiemme e Fassa. Il fratello Luigi lo ha poi salutato con immenso affetto, ricordando anche il padre Bruno “Cozzon”, scomparso 40 anni fa anche lui a soli 54 anni come Massimo. «Massimo era diverso da tutti – ha detto Luigi con la voce rotta dalla commozione- fin da giovane era in grado di affrontare con calma le situazioni più complicate. Massimo – ha aggiunto- riusciva a vedere oltre il materialismo e percepiva cosa fare per migliorare la società. Non cercava di mettersi al centro perché stare con le persone in equilibrio per lui era naturale. La sua opera, il suo comportamento resterà nel cuore di tutte le persone che lo hanno conosciuto ed apprezzato per la sua lealtà e lungimiranza. Ciao Massimo- ha concluso Luigi in lacrime - saluta e abbraccia papà per me, vegliate su di noi e aspettateci».
