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Borgo chiese. L'Alzheimer, una malattia insidiosa che ancora oggi è troppo spesso vissuta come un qualcosa da nascondere, quasi fosse una colpa averla contratta. Eppure è proprio dalla condivisione di situazioni problematiche che può nascere la capacità di migliorare la vita delle persone care che ne sono affette. Proprio per migliorare la comprensione della malattia e diffondere consapevolezza fra famigliari dei malati e gli operatori medici che se ne occupano la Comunità di Valle delle Giudicarie, in collaborazione con l'associazione “Accogliamo l'Alzheimer” e le case di riposo giudicariesi il 12 novembre prossimo proporrà un incontro dal titolo “Alzheimer Café” che si svolgerà nella biblioteca di Borgo Chiese a partire dalle 15.
L’ospite
L’”Alzheimer Café” avrà come ospite il medico geriatra dell’Apss Silvia Chemotti e sarà principalmente rivolto a persone con demenze e loro famigliari. Michela Simoni, assessore alle Politiche Sociali della Comunità giudicariese spiega così la genesi e lo scopo dell'evento: «Tutti gli anni a giugno c'è la settimana dell'Alzheimer. Quest'anno, insieme all'associazione “Accogliamo l'Alzheimer” si è pensato di organizzare degli incontri finanziati dalla Provincia, che ha sostenuto la maggior parte dei costi, e dalle case di riposo giudicariesi, per sensibilizzare sulla questione delle demenze, malattie che si portano appresso uno stigma difficile da rimuovere.
Il calendario
L'incontro del 12 novembre è a Borgo Chiese ma si tratta di un ciclo di incontri, uno è già stato organizzato a fine ottobre a Tione mentre altri ne seguiranno fra dicembre e l'inizio del 2020 nelle Giudicarie Esteriori e in Rendena. Gli “Alzheimer Café” puntano ad accogliere i malati, i loro famigliari e il personale medico, facendoli incontrare con esperti in un ambiente tranquillo e piacevole in modo da facilitare la discussione sul tema delle demenze. Lo scopo è socializzare, confrontarsi, scambiare informazioni e consigli su come affrontare queste patologie e le difficoltà che ne derivano. Il concetto da capire è che l'Alzheimer è una malattia come tante. Non c'è nulla di cui vergognarsi anzi, nasconderla rende solo più difficile affrontarla e più pesante viverla per chi ne soffre. Quello che va fatto invece è dotarsi degli strumenti utili ad affrontare con la massima serenità possibile queste malattie, in tal modo migliorando la vita dei nostri cari che ne sono affetti». S.M.
L’ospite
L’”Alzheimer Café” avrà come ospite il medico geriatra dell’Apss Silvia Chemotti e sarà principalmente rivolto a persone con demenze e loro famigliari. Michela Simoni, assessore alle Politiche Sociali della Comunità giudicariese spiega così la genesi e lo scopo dell'evento: «Tutti gli anni a giugno c'è la settimana dell'Alzheimer. Quest'anno, insieme all'associazione “Accogliamo l'Alzheimer” si è pensato di organizzare degli incontri finanziati dalla Provincia, che ha sostenuto la maggior parte dei costi, e dalle case di riposo giudicariesi, per sensibilizzare sulla questione delle demenze, malattie che si portano appresso uno stigma difficile da rimuovere.
Il calendario
L'incontro del 12 novembre è a Borgo Chiese ma si tratta di un ciclo di incontri, uno è già stato organizzato a fine ottobre a Tione mentre altri ne seguiranno fra dicembre e l'inizio del 2020 nelle Giudicarie Esteriori e in Rendena. Gli “Alzheimer Café” puntano ad accogliere i malati, i loro famigliari e il personale medico, facendoli incontrare con esperti in un ambiente tranquillo e piacevole in modo da facilitare la discussione sul tema delle demenze. Lo scopo è socializzare, confrontarsi, scambiare informazioni e consigli su come affrontare queste patologie e le difficoltà che ne derivano. Il concetto da capire è che l'Alzheimer è una malattia come tante. Non c'è nulla di cui vergognarsi anzi, nasconderla rende solo più difficile affrontarla e più pesante viverla per chi ne soffre. Quello che va fatto invece è dotarsi degli strumenti utili ad affrontare con la massima serenità possibile queste malattie, in tal modo migliorando la vita dei nostri cari che ne sono affetti». S.M.
