STORO. Una delle note liete del 2017 a Storo è stata il grande successo ottenuto dal "Campeggio Adolescenti" organizzato dal "Gruppo Giovani Storo" in collaborazione con la Colonia Estiva della località montana di Faserno. Le presenze quest'anno sono arrivate a 43 ed hanno coinvolto non solo giovani del Comune ma anche ragazzi di Condino, Ponte Caffaro e persino da Trento. Fra i protagonisti di questo risultato ci sono la nuova responsabile Marina Scalvini e Ilaria Girardini che l'ha preceduta, senza dimenticare il sostegno fornito da Salvatore Poletti: «Il campeggio adolescenti di quest'anno è stato il culmine di un processo di crescita iniziato da qualche tempo - spiegano Girardini e Scalvini - nelle annate precedenti avevamo avuto 25, 27, 30 iscritti. Quest'anno siamo saliti a 43 partecipanti. Più dei numeri però il successo lo ha determinato la soddisfazione dei ragazzi e dei loro genitori, e la crescita che abbiamo visto sul campo».
Il campeggio adolescenti della colonia di Storo si svolge nel periodo estivo, dura 10 giorni e coinvolge ragazzi dalla terza media fino alla terza superiore e si concentra sull'accompagnare sviluppo dei giovani: «Lo scopo - proseguono le 2 responsabili - è accompagnare i ragazzi attraverso l'età spesso critica dell'adolescenza. La giornata tipo parte con la sveglia alla mattina presto, dopo colazione c'è un momento di confronto fra i ragazzi suddivisi a squadre, dove gli animatori fanno solo da mediatori della discussione. Nel pomeriggio ci sono giochi, passeggiate e momenti di svago. Dopo cena la giornata si chiude tutti assieme di fronte al falò. Ogni anno il campeggio è dedicato ad un tema diverso, quest'anno era "l'arte di essere fragili", che abbiamo preso a prestito dall'omonimo libro di Alessandro Davenia e che vede la fragilità non come limite ma come opportunità, un qualcosa di positivo per crescere trovando la forza di appoggiarsi al prossimo. Il momento centrale del campeggio è sempre la veglia delle stelle una serata in cui i ragazzi si stendono da soli sui prati soprastanti la colonia e vi rimangono a riflettere fino a quando lo desiderano. C'è spazio anche per momenti di testimonianza, con persone che vengono da esperienze di vita capaci di trasmettere qualcosa di autentico".
Parte del processo di crescita è anche l'incontro/scontro con le regole:"I cellulari possono essere usati un ora al giorno, vengono stabiliti turni di pulizia e ci sono norme comportamentali da rispettare. All'inizio non è sempre facile ma di solito le regole vengono interiorizzate e soprattutto fra chi partecipa si formano legami forti e duraturi, come è successo quest'anno in maniera particolare".
Insomma, un grande successo che aiuta il movimento a crescere, così come il ruolo degli operatori che ogni anno devolvono ciò che sarebbe loro dovuto alla colonia di Faserno, in modo da permettere nuovi investimenti.
Il campeggio adolescenti della colonia di Storo si svolge nel periodo estivo, dura 10 giorni e coinvolge ragazzi dalla terza media fino alla terza superiore e si concentra sull'accompagnare sviluppo dei giovani: «Lo scopo - proseguono le 2 responsabili - è accompagnare i ragazzi attraverso l'età spesso critica dell'adolescenza. La giornata tipo parte con la sveglia alla mattina presto, dopo colazione c'è un momento di confronto fra i ragazzi suddivisi a squadre, dove gli animatori fanno solo da mediatori della discussione. Nel pomeriggio ci sono giochi, passeggiate e momenti di svago. Dopo cena la giornata si chiude tutti assieme di fronte al falò. Ogni anno il campeggio è dedicato ad un tema diverso, quest'anno era "l'arte di essere fragili", che abbiamo preso a prestito dall'omonimo libro di Alessandro Davenia e che vede la fragilità non come limite ma come opportunità, un qualcosa di positivo per crescere trovando la forza di appoggiarsi al prossimo. Il momento centrale del campeggio è sempre la veglia delle stelle una serata in cui i ragazzi si stendono da soli sui prati soprastanti la colonia e vi rimangono a riflettere fino a quando lo desiderano. C'è spazio anche per momenti di testimonianza, con persone che vengono da esperienze di vita capaci di trasmettere qualcosa di autentico".
Parte del processo di crescita è anche l'incontro/scontro con le regole:"I cellulari possono essere usati un ora al giorno, vengono stabiliti turni di pulizia e ci sono norme comportamentali da rispettare. All'inizio non è sempre facile ma di solito le regole vengono interiorizzate e soprattutto fra chi partecipa si formano legami forti e duraturi, come è successo quest'anno in maniera particolare".
Insomma, un grande successo che aiuta il movimento a crescere, così come il ruolo degli operatori che ogni anno devolvono ciò che sarebbe loro dovuto alla colonia di Faserno, in modo da permettere nuovi investimenti.