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Storo. Già nell'aprile del 1957 Gianfranco Miglio aveva dato alla stampa un volume sull’azienda di famiglia. Ora lo stesso autore è tornato a scrivere su “La Fabbrica e il Paese”, il cui libro sarà presentato al pubblico questa sera alle 20.30 nel palazzo comunale di Storo. Rispetto al primo libro poche immagini sull'azienda, ma piuttosto cronaca: un racconto romanzato su come l'arrivo di Sapes (nel giugno 1947) ha inciso economicamente su Storo e il fondovalle .
«Centoquarantatré pagine dove l'autore ricostruisce il passato e i suoi mutamenti», dice Severino Papaleoni presidente dell'ente Bim del Chiese. Lo scrittore, con casa al Gac in via Trento e padre di Paola che lavora a TG5, non fa alcun riferimento alla nuova proprietà bresciana subentrata al dopo Giuliano Sossi e Marzia Donatella Buccio. «Ma si ferma a quando ho lasciato l'azienda nel 1996», dice Gianfranco Miglio che, nonostante abbia 88 anni (nato a Milano l'11 dicembre 1931), adora usare il rampichino per gli spostamenti in paese e si diverte a sciare.
Su quest'ultimo suo lavoro letterario Gianfranco Miglio aggiunge: «Attraverso questa ricostruzione ho cercato di narrare l'evoluzione di un paese da economia agricola a economia integrata, industriale e terziaria. Poi per un certo senso di riservatezza ho convenuto di scrivere in terza persona e ai protagonisti ho dato dei nomi inventati. Inoltre ho voluto ricordare mio padre Emilio che a quell'epoca ebbe il coraggio di far rinascere la sua industria paralizzata dalla guerra (1940 – 1945) in una località dove tutto era da ricostruire: stabilimento, personale, prodotto e clientela».
A patrocinare quest’ultimo lavoro editoriale di Miglio il Consorzio Bim e Cedis e lo stesso comune di Storo. A.P.
«Centoquarantatré pagine dove l'autore ricostruisce il passato e i suoi mutamenti», dice Severino Papaleoni presidente dell'ente Bim del Chiese. Lo scrittore, con casa al Gac in via Trento e padre di Paola che lavora a TG5, non fa alcun riferimento alla nuova proprietà bresciana subentrata al dopo Giuliano Sossi e Marzia Donatella Buccio. «Ma si ferma a quando ho lasciato l'azienda nel 1996», dice Gianfranco Miglio che, nonostante abbia 88 anni (nato a Milano l'11 dicembre 1931), adora usare il rampichino per gli spostamenti in paese e si diverte a sciare.
Su quest'ultimo suo lavoro letterario Gianfranco Miglio aggiunge: «Attraverso questa ricostruzione ho cercato di narrare l'evoluzione di un paese da economia agricola a economia integrata, industriale e terziaria. Poi per un certo senso di riservatezza ho convenuto di scrivere in terza persona e ai protagonisti ho dato dei nomi inventati. Inoltre ho voluto ricordare mio padre Emilio che a quell'epoca ebbe il coraggio di far rinascere la sua industria paralizzata dalla guerra (1940 – 1945) in una località dove tutto era da ricostruire: stabilimento, personale, prodotto e clientela».
A patrocinare quest’ultimo lavoro editoriale di Miglio il Consorzio Bim e Cedis e lo stesso comune di Storo. A.P.
