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TRENTO. «Troviamo una strategia comune al fine di promuovere una revisione della direttiva europea in materia». È questo l'auspicio espresso dall'assessore della Provincia di Trento Roberto Failoni in occasione dell'incontro con il Dipartimento francese dell'Ariège per la gestione dei grandi carnivori, favorito dal comitato "Insieme per Andrea Papi" e dalla famiglia di Papi.
I predatori rappresentano una presenza che condiziona la vita delle popolazioni delle terre alte in entrambi i territori, dove i plantigradi sono stati reintrodotti nell’ambito di due distinti progetti europei. Trentino e Ariège affrontano infatti problematiche molto simili. Se ne è discusso il 6 marzo nella sede di Trentino Marketing, dove la delegazione dei Pirei guidata dal direttore generale servizi Francis Dejean ha incontrato l’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, affiancato dal dirigente del Servizio Faunistico Alessandro Brugnoli, dalla dirigente dell’Umse supporto in materia di foreste e difesa del suolo Ilaria Viola e dalla digital Communication manager di Trentino Marketing, Chiara De Pol.
Failoni - si legge in una nota - ha evidenziato che la nuova legge provinciale approvata a inizio settimana vuole «garantire la sicurezza delle persone per prevenire ulteriori gravi danni alle colture, agli allevamenti e all'apicoltura, attraverso l'abbattimento degli esemplari problematici e pericolosi pur garantendo la conservazione della specie».
I tecnici provinciali hanno messo in luce le diverse iniziative di gestione dei grandi carnivori presenti in Trentino ed in particolare degli orsi che, secondo l’ultimo monitoraggio genetico, sono pari a un centinaio di adulti. La Provincia autonoma di Trento - lo ricordiamo - fornisce in comodato d’uso gratuito le recinzioni elettriche e finanzia l’acquisto di cani da guardiania a difesa del bestiame. Sono inoltre in fase avanzata di sostituzione i bidoni anti-orso nei centri abitati dei territori a più alta presenza di plantigradi, mentre proseguono attraverso diversi canali le iniziative di comunicazione e informazione.
Di fronte alla presenza di esemplari problematici - è stato spiegato - l’Amministrazione segue quanto previsto dal Pacobace (Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali), con il radiocollaraggio, le dissuasioni e infine la rimozione. Proprio in tema di abbattimento e captivazione degli orsi confidenti, la Provincia ritiene che le due misure siano equivalenti. Sarà la Corte di giustizia europea a pronunciarsi in merito.
«La situazione che voi state vivendo è del tutto simile a quella che stiamo affrontando noi nel Dipartimento di Ariège - ha spiegato il direttore generale servizi Francis Dejean -. Grazie a questo incontro abbiamo potuto approfondire l'esperienza locale di gestione e di tutela delle attività economiche e sociali nei territori del Trentino. Faremo tesoro di quanto abbiamo appreso qui, mettendo in cantiere le necessarie azioni per informare e proteggere. La creazione di una sinergia tra le regioni che vivono queste problematiche è estremamente importante».
