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TRENTO. Dal 1° maggio, Festa dei Lavoratori, i dipendenti Sicor non hanno più il contratto nazionale dei metalmeccanici. L'azienda ha informato, solo nella serata di mercoledì 5 maggio, che verrà applicato a tutti il contratto Cisal. Per questa ragione non si ferma la protesta dei lavoratori.
«Nella giornata di giovedì 6 - si legge in una nota del sindacato - le tute blu, in sciopero a singhiozzo già dalla settimana scorsa, si sono fermate fino ad un massimo di otto ore. Lo sciopero proseguirà anche il giorno dopo con le stesse modalità. I lavoratori manifesteranno con due presidi venerdì 7, il primo a Rovereto davanti ai cancelli aziendali dalle 8 alle 10; il secondo a Trento, sotto la Provincia, dalle 10.30 alle 13. Le tute blu sono intenzionate ad incontrare la Giunta provinciale e il presidente. Quanto sta accadendo nello stabilimento roveretano è una questione che va oltre le dinamiche aziendali e porta alla ribalta il nodo non sciolto della mancanza di una legge sulla rappresentanza in Italia, con la conseguenza che contratti come Cisal, che prevedono minor retribuzione e minor diritti, possano essere scelti unilateralmente nonostante la maggioranza dei lavoratori lo rifiutano. Per questa ragione Piazza Dante non può ignorare la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta ormai da quasi un anno, non può non difendere con denti il modello industriale trentino, non può permettersi che si scivoli verso l'abbassamento delle retribuzioni».
