TRENTO. Il Giro d’Italia lascia le strade del Trentino: nella mattinata di giovedì 27 maggio si terrà la partenza da Rovereto, dove viene allestito anche il “Villaggio rosa” che fa parte della scenografia della corsa. Per la città della quercia certamente un veicolo promozionale di sicuro effetto, visto che le telecamere della Rai e delle altre televisioni che seguono la corsa non mancheranno di riprendere e raccontare le bellezze di Rovereto, della Vallagarina e del Trentino in generale. 

I ciclisti prenderanno il via dal centro di Rovereto alle 11.35 per poi dirigersi verso sud, a Serravalle, Ala e Borghetti per poi lasciare il Trentino e puntare verso Domegliara e il sud del lago di Garda. L’arrivo della tappa è fissato a Stradella, in provincia di Pavia, dopo 230 chilometri, al termine di una tappa pianeggiante. 

La corsa rosa si concluderà domenica a Milano ma non passerà, come era previsto inizialmente, dal luogo della tragedia avvenuta domenica scorsa sul monte Mottarone, dove è precipitata al suolo la funivia che ha provocato la morte di 14 persone. «La direzione del 104/o Giro d'Italia di ciclismo - fa sapere l’organizzazione della corsa – a seguito dei tragici eventi di domenica scorsa che hanno coinvolto la funivia del Mottarone, di concerto con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, la Regione Piemonte e le altre istituzioni interessate, ha deciso di modificare il percorso della 19/a tappa della corsa rosa, in programma venerdì».

Il nuovo percorso sarà dunque di 166 km e la partenza verrà data da Abbiategrasso alle 12,35. L'arrivo è previsto sempre tra le 17 e le 17.30. In pratica i corridori percorreranno 10 chilometri in meno del previsto: sparisce dal percorso il Mottarone, che era il Gran premio della montagna di prima Categoria e viene sostituito dall'Alpe Agogna, salita di quarta Categoria: in pratica, invece che salire sul Mottarone, il Giro proseguirà da Armeno verso Gignese, dove la corsa ritrova il percorso originale che la porterà verso il Passo della Colma e poi al traguardo posto sull'Alpe di Mera.

A chiederlo era stato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.