PHOTO
TRENTO. Continua a far discutere l’ipotesi di realizzare nuovi impianti sulla Marmolada. La Sat esprime da sempre la propria contrarietà ai progetti di rilancio e potenziamento dello sci alpino (assieme a Cai Veneto, Cai Alto Adige e Avs, nel 2015, aveva evidenziato i rischi per il patrimonio Unesco) e lo ha fatto ancor più duramente in seguito alla valanga che ha distrutto, lo scorso dicembre, il rifugio Pian dei Fiacconi.
“Le ipotesi di sviluppo del versante settentrionale della Marmolada - fa sapere ora la Sat – vertono ancora sul rilancio dello sci alpino. Una strategia che pare prescindere non solo dalla evidente precarietà e delicatezza ambientale, accentuata dalla crisi climatica in atto, ma anche dai molteplici valori che la Marmolada racchiude e dai quali siamo convinti si debba partire per delineare una strategia alternativa volta a restituire alla Regina delle Dolomiti selvatichezza, fascino e identità”.
Da qui la decisione satina di mettere nero su bianco la propria idea della Marmolada: “La Marmolada è una montagna iconica: il suo valore naturale e paesaggistico, le sue peculiarità legate all’alpinismo e alle vicende belliche, la rendono unica fra tutte le altre cime circostanti. La Marmolada può e deve tornare “La montagna” dove, a partire dai predominanti aspetti naturalistici, mettere a valore quelli più propriamente alpinistici, storici e culturali”.
Il Consiglio Centrale della Sat, nella seduta del 17 febbraio, ha approvato un documento, dopo averlo condiviso con le Sezioni fassane di Moena, Pozza di Fassa e Alta Val de Fasha, in cui vengono fatte alcune proposte:
l’abbandono di ogni progetto di rilancio e potenziamento dello sci alpino, per recuperare la Marmolada quale luogo di elezione per l’alpinismo, nella sua accezione più alta di esplorazione, avventura, scoperta ma anche di ricerca naturalistica e storica;
la totale rimozione degli impianti ancora presenti sul versante settentrionale della Marmolada, inclusi quelli già dismessi e relativi resti;
la ricostruzione del rifugio Pian dei Fiacconi, in area a minor rischio valanghivo, per restituire ai frequentatori un importante punto di riferimento, per corsi di formazione e approfondimento delle tecniche alpinistiche ma anche dei valori ambientali e storici del luogo;
dare attuazione ad un progetto di comunità volto alla gestione, ripristino, valorizzazione e promozione dell’area trentina della Marmolada, sull’esempio della proposta di Ecomuseo dell’Immaginario, già condivisa dall’amministrazione comunale uscente di Canazei, mettendo a valore i punti di forza già presenti: assieme al rifugio Pian dei Fiacconi, la Capanna Penia e il Museo della Guerra. Ma che sappia anche affrontare le criticità: non solo i vecchi impianti da eliminare, ma anche un ripensamento della fruizione e uso dell’area del Lago e Passo Fedaia.
