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TRENTO. “La zona rossa fa male al commercio, quella arancione, con il divieto di spostamento dal Comune di residenza, non fa molto meglio, e allora? Allora, il problema, è che molte imprese chiuderanno”. Lo dice Fabrizio Pavan, referente trentino di Anva, l’associazione nazionale venditori ambulanti della Confesercenti.
“Oggi a farla da padrone è lo scoraggiamento, molti imprenditori non arriveranno a riaprire le loro attività e per chiudere le loro imprese dovranno utilizzare il patrimonio personale e delle loro famiglie – prosegue Pavan -. Speravamo nei ristori consapevoli che sarebbero stati in grado solo di consentirci di acquistare pane e latte per non morire di fame”.
Il 2019, nella Provincia di Trento, si è chiuso con 8.279 negozi e 16.000 addetti, oltre a 1.180 imprese all'ingrosso con 7.000 addetti, a questi vanno aggiunte 840 imprese che svolgono la loro attività fuori da quelle dei negozi, e tra loro ci sono 518 imprese che operano su area pubblica. “Questi dati della Camera di Commercio di Trento ci lasciano una domanda: quanti ne ritroveremo nel momento che l'immunità di gregge ci consentirà di riaprire in sicurezza? Stime dell'osservatorio nazionale di Confesercenti parlavano, a fine 2020, della possibile chiusura del 20% delle imprese in Italia, adesso cosa ci dobbiamo aspettare?”, si chiede il referente dell’Anva. “Se per i negozi in sede fissa, a parte chi vende calzature e abbigliamento da adulti, sono tutti aperti, per i mercati, a parte il settore alimentare o florovivaistico, è tutto chiuso”.
Infine, un appello: “Siamo a disposizione a livello locale e nazionale per arrivare a un compromesso che ci consenta di lavorare in sicurezza e trovare quelle risorse in grado di determinare un futuro a imprese e alle famiglie loro collegare. Dobbiamo dare atto che i governatori delle regioni italiane, e tra questi il governatore della provincia di Trento, stanno lavorando in collaborazione con il governo nazionale per un allentamento delle restrizioni. Portiamo le imprese fuori dalla pandemia non è solo uno slogan, ma l'impegno che Anva e Confesercenti mettono in campo ogni giorno”.
