Calavino. Crediamo di non sbagliare scrivendo che quello di Cipriano Bosetti di Calavino, ottant'anni, è un primato: dal primo maggio gestisce il suo ristorante a Calavino (“da Cipriano”) da ben 40 anni: sempre lui con successo e con riconoscimenti ufficiali della stampa specializzata, su tutte la Guida Michelin. E chissà mai quando smetterà. A questo proposito si affida al Padreterno dicendo che finché gli darà la forza lui continuerà. D'altra parte i suoi due figli, entrambi laureati, hanno preso strade diverse. Sua moglie Carla, con cui ha cominciato l'avventura, dieci anni fa ha avuto un infortunio che l'ha costretta ad abbandonare la “sua” cucina.

“Grillo” instancabile

Cipriano dimostra tutti i suoi ottanta anni: per professionalità. Non li dimostra invece nel fisico: sempre in movimento su e giù per le sale del suo ristorante, dentro e fuori dalla cucina con passetti rapidissimi uno dopo l'altro. A volte, invece, sembra un grillo. Dei suoi ottant'anni più di 60 li ha vissuti nel settore della ristorazione: prima come cameriere e dal primo di questo mese, come anticipato, ben quaranta da titolare.

Gli ospiti Vip

Ha ragione di essere orgoglioso della sua carriera. Orgoglioso sì, ma non presuntuoso. Ai suoi tavoli si sono seduti, apprezzando la qualità delle pietanze, fior di personaggi. Solo per citarne alcuni: Gianni Rivera, l'ex presidente del Consiglio Goria, il ministro Andreatta, Vittorio Sgarbi, molti cardinali. Avrebbe potuto immortalare la loro presenza in foto da appendere alle pareti del ristorante come spesso accade anche in ristoranti più famosi delle metropoli. Lui, invece, no. Semmai te lo racconta, ma senza prosopopea.

Gli ospiti fedeli

Piuttosto tiene molto – e come dargli torto? - ai clienti che tornano tutti gli anni da paesi e città (anche straniere) lontane. Li riconosce al volo, li saluta affettuosamente, rinverdisce con loro le visite precedenti, le situazioni. Non lo fa per convenienza o per mera professionalità. Lo fa quasi quasi per riconoscenza, perché il loro periodico e costante ritorno è una dimostrazione della bontà della ristorazione e del clima che si respira nel suo ristorante.

Per quanto riguarda la presenza di qualche Vip bisogna riflettere che la vicinanza di Calavino al lago di Toblino con il carico di storia che porta con sé, la vicinanza ancor più stretta con il Castel Madruzzo, dove nacque e visse la prima adolescenza uno dei principi vescovi Madruzzo, funge da calamita turistica per molti, anche di gente di cultura.

Sarà davvero un peccato quando chiuderà. E sarà una perdita per la storia della Valle dei Laghi. Sarà una delusione per tutti quei tedeschi, svizzeri e più in generale stranieri che, tornando come tutti gli anni, avranno trovato chiuso. Quando chiude un locale siffatto, con un uomo siffatto, con un’atmosfera siffatta, è un po' perdere una amicizia.