Mezzolombardo. Sono 35 le persone che hanno già depositato in Comune un testamento biologico, il documento che specifica i trattamenti sanitari voluti o non qualora si fosse in fin di vita e non più in grado di prendere o comunicare decisioni. È un dato significativo, frutto di una sensibilità sul tema cresciuta negli anni.

La raccolta delle “Disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), istituita per legge nel dicembre 2017, è iniziata nel 2018 in modalità gratuita in tutti i Comuni. «Non esiste una modulistica specifica, le persone presentano i moduli predisposti da varie associazioni, come l’associazione Luca Coscioni, la Fondazione Veronesi o il Socrem; solo alcuni hanno presentato un testo scritto liberamente. Il nostro compito è controllare la correttezza dei dati e l’apposizione della firma, senza entrare nel merito delle dichiarazioni» spiega Marcello Mottes, responsabile dell’Ufficio Anagrafe della borgata.

Dal primo febbraio è attivo il Registro nazionale per la raccolta delle dichiarazioni riguardanti il fine vita e i funzionari dovranno inviare, entro sei mesi, i moduli finora raccolti, che attualmente erano archiviati presso ogni sede comunale. Le disposizioni espresse riguardano gli interventi terapeutici accettati o meno (alimentazione, uso di macchinari per la respirazione, ecc.) e per lo più mirano ad evitare l’accanimento terapeutico. Ma c’è anche chi, ad esempio, esplicita altro, come l’assenso alle trasfusioni, avendo parenti che appartengono ai Testimoni di Geova e sono quindi contrari a tale pratica. In caso di necessità, l’Azienda sanitaria ha ora accesso al Registro nazionale, i medici potranno operare secondo le volontà del paziente e avere come interlocutore il fiduciario designato dallo stesso.

Ricordiamo che Mezzolombardo aveva anticipato la legge nazionale istituendo nel 2011 (primo Comune in Trentino) un Registro per raccogliere i testamenti biologici; fu in particolare Carlo Venturini a portare avanti questa battaglia etica sensibilizzando la popolazione. Oggi l’argomento è più conosciuto e la consapevolezza è aumentata. Un dato interessante riguarda, ad esempio, la donazione degli organi, per i quali è prevista una dichiarazione in merito sulla Carta di identità elettronica; dal luglio 2016, a Mezzolombardo, sulle emissioni totali, circa il 50% di persone non ha voluto registrare una posizione, ma dei 1.102 soggetti che si sono espressi ben 824 erano favorevoli a fronte dei 278 contrari. Il dato mostra un’alta disponibilità e dà più speranze di vita a chi ha bisogno di un trapianto.

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