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Lavis. Compie oggi ottant’anni Giovanni Rossi, una delle voci più conosciute di Lavis, corrispondente per Vita Trentina da sessant’anni. È soprattutto uno scrigno infinito di memoria di paese. Nel 2003 firmò il libro “Migole de ricordi”, una ventina di racconti di storia e folclore da Lavis e dintorni. Oggi i suoi articoli escono online, essendo la firma di punta del giornale digitale ilMulo.it. Sono fra i più letti, con visitatori non solo da Lavis, ma anche da varie zone del mondo. Ci sono lettori dall’Argentina e dal Canada per esempio: lavisani emigrati al di là dell’oceano che possono ritrovare il passato della loro terra d’origine. Perché gli articoli di Rossi sono ritratti di una Lavis perduta. Come il racconto di quando – fino agli anni Settanta – c’era la funivia direttissima per la Paganella. O del Grundig sport palace, un palazzetto costruito a fine anni Cinquanta: per l’inaugurazione accolse Primo Carnera.
Rossi è rimasto sempre al passo con l’evoluzione del giornalismo locale: dalle prime corrispondenze con la macchina da scrivere, consegnate in redazione dai postini con il “fuorisacco”. Quando a Lavis c’erano i due corrispondenti storici: lui e Adriano Mattioli, in un’amichevole sfida quotidiana in cerca di notizie. Fino a oggi, quando tutto passa dai computer e dal web. Rossi ha lavorato come dipendente del Comune di Lavis, fino alla pensione nel 2003: era una sorta di jolly, un tuttofare come si usava ai tempi. Era anche l’addetto alle proiezioni dei film, con una passione nata quando c’era il cinema all’oratorio e continuata poi fino ai film proiettati in estate al parco e in inverno all’Auditorium. Oggi sono ottant’anni di vita e da tutta la redazione del Trentino arriva l’augurio che il suo racconto di Lavis continui, per tanti anni ancora. D.E.
Rossi è rimasto sempre al passo con l’evoluzione del giornalismo locale: dalle prime corrispondenze con la macchina da scrivere, consegnate in redazione dai postini con il “fuorisacco”. Quando a Lavis c’erano i due corrispondenti storici: lui e Adriano Mattioli, in un’amichevole sfida quotidiana in cerca di notizie. Fino a oggi, quando tutto passa dai computer e dal web. Rossi ha lavorato come dipendente del Comune di Lavis, fino alla pensione nel 2003: era una sorta di jolly, un tuttofare come si usava ai tempi. Era anche l’addetto alle proiezioni dei film, con una passione nata quando c’era il cinema all’oratorio e continuata poi fino ai film proiettati in estate al parco e in inverno all’Auditorium. Oggi sono ottant’anni di vita e da tutta la redazione del Trentino arriva l’augurio che il suo racconto di Lavis continui, per tanti anni ancora. D.E.
