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Vallelaghi. Ieri, alla riaperta della scuola per l’infanzia di Terlago, tra i presenti c’era anche il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, che non ha voluto mancare a questo appuntamento, per dare un segnale di vicinanza a insegnanti, operatori e genitori. Paccher è stato accolto dall’assessore alle politiche scolastiche del Comune di Vallelaghi, Verena Depaoli. «Progressivamente – ha il presidente - stanno riaprendo scuole materne in tutto il Trentino: da lunedì scorso ad oggi (ieri per chi legge, ndr) sono già alcune decine. È un momento importante per le nostre comunità e soprattutto per le famiglie in cui i genitori lavorano. Ma è un momento fondamentale soprattutto per i bambini, che hanno occasione di ritrovarsi e stare insieme».
«Riaprire oggi la scuola per l’infanzia – spiega la coordinatrice del Circolo pedagogico 5, Ginevra Rella - significa innanzitutto ritrovarsi con i bambini e riallacciare delle relazioni e vivere con loro dei nuovi modi di stare insieme, perché la scuola è fatta proprio del valore di questo e dobbiamo capire come reinventare quel metro di distanza che non deve diventare una distanza emotiva e di relazioni, ma solo una forma di sicurezza che ci permette di essere vicini». Una riapertura che ha richiesto alcuni accorgimenti: «Abbiamo dei protocolli – spiega la dottoressa Rella - che ci guidano in modo solido rispetto a quella che è la sicurezza. Sicuramente abbiamo dovuto reinventare molti aspetti ed elaborare un nuovo modo di essere scuola che stiamo imparando e costruendo adesso».
«Riaprire oggi la scuola per l’infanzia – spiega la coordinatrice del Circolo pedagogico 5, Ginevra Rella - significa innanzitutto ritrovarsi con i bambini e riallacciare delle relazioni e vivere con loro dei nuovi modi di stare insieme, perché la scuola è fatta proprio del valore di questo e dobbiamo capire come reinventare quel metro di distanza che non deve diventare una distanza emotiva e di relazioni, ma solo una forma di sicurezza che ci permette di essere vicini». Una riapertura che ha richiesto alcuni accorgimenti: «Abbiamo dei protocolli – spiega la dottoressa Rella - che ci guidano in modo solido rispetto a quella che è la sicurezza. Sicuramente abbiamo dovuto reinventare molti aspetti ed elaborare un nuovo modo di essere scuola che stiamo imparando e costruendo adesso».
