PHOTO
Lavis. Se si guarda il bicchiere mezzo pieno, è anche questo un segnale che i parchi a Lavis sono molto vissuti, soprattutto in estate. Se si guarda il bicchiere mezzo vuoto, è il segnale invece di una ricorrente maleducazione che in momenti alternati riguarda un po’ tutte le aree verdi del paese.
Ieri nel gruppo Facebook “Visioni lavisane” – che fa da ricettore di tutte le insoddisfazioni del paese – sono state condivise le foto di alcuni rifiuti: in realtà solo poche bottiglie e lattine abbandonate al parco urbano. Ora, il problema è sicuramente l’inciviltà: ma il rischio è che, passando da Facebook, tutto questo dia un’immagine distorta della realtà. Con un’amplificazione degli effetti dell’inciviltà, con pure un rischio di emulazione. La presenza di rifiuti abbandonati, che sono il segno in genere di serate sotto le stelle di giovanissimi lavisani, non è una novità degli ultimi tempi. Quello che è cambiato è che anni fa si aspettava che gli operatori ecologici pulissero, magari brontolando contro gli incivili di turno. O meglio ancora: si perdevano quei tre minuti necessari per raccogliere bottigliette e lattine e gettarle nei cestini.
Oggi c’è anche chi preferisce estrarre lo smartphone, scattare la foto e condividerla immediatamente, dando il via all’indignazione dei commenti. Il risultato è che in poche ore il parco pubblico è stato pulito. Le foto invece rimangono online, senza che questo contribuisca a migliorare le cose. D.E.
Ieri nel gruppo Facebook “Visioni lavisane” – che fa da ricettore di tutte le insoddisfazioni del paese – sono state condivise le foto di alcuni rifiuti: in realtà solo poche bottiglie e lattine abbandonate al parco urbano. Ora, il problema è sicuramente l’inciviltà: ma il rischio è che, passando da Facebook, tutto questo dia un’immagine distorta della realtà. Con un’amplificazione degli effetti dell’inciviltà, con pure un rischio di emulazione. La presenza di rifiuti abbandonati, che sono il segno in genere di serate sotto le stelle di giovanissimi lavisani, non è una novità degli ultimi tempi. Quello che è cambiato è che anni fa si aspettava che gli operatori ecologici pulissero, magari brontolando contro gli incivili di turno. O meglio ancora: si perdevano quei tre minuti necessari per raccogliere bottigliette e lattine e gettarle nei cestini.
Oggi c’è anche chi preferisce estrarre lo smartphone, scattare la foto e condividerla immediatamente, dando il via all’indignazione dei commenti. Il risultato è che in poche ore il parco pubblico è stato pulito. Le foto invece rimangono online, senza che questo contribuisca a migliorare le cose. D.E.
