TRENTO. "Domani si decide della vita di due lupi che potrebbero essere uccisi a caso tra quelli che vivono nella zona incriminata già sapendo, per stessa ammissione della provincia di Trento, che le predazioni sono avvenute nella maggior parte dei casi perché i sistemi di protezione non erano stati curati, una situazione quindi che ci fa sperare per una conclusione positiva del procedimento".

Lo scrivono, in una nota, le associazioni animaliste Lav, Lndc animal protection e Wwf, ricordando che domani, giovedì 14 settembre, ci sarà l'udienza collegiale del Consiglio di Stato, che l'11 agosto con un decreto aveva sospeso fino al 14 settembre l'uccisione dei due lupi per le predazioni avvenute a malga Boldera, nella Lessinia trentina.

"Le norme europee – proseguono – sono molto chiare e prevedono che i lupi possano essere uccisi in deroga alle norme di protezione solamente dopo che si sia dimostrata l'inefficacia degli strumenti di prevenzione delle predazioni. Ma nel caso di malga Boldera tali strumenti erano semplicemente non funzionanti, come riportato nella documentazione fornita dalla provincia di Trento. Attendiamo quindi con fiducia l'esito dell'udienza di domani al Consiglio di Stato, ribadendo che non c'è alternativa all'adozione di sistemi efficaci di prevenzione delle predazioni e alla loro puntuale manutenzione, in provincia di Trento come in tutto il Paese uccidere i lupi non solo viola le norme nazionali ed europee, non solo non garantisce il contenimento delle predazioni, ma rappresenta una feroce crudeltà", aggiungono Lav, Lndc animal protection e Wwf.

"L'udienza prevista al Tar di Trento nella stessa giornata di domani sarà invece rinviata a seguito del deposito, da parte dei legali delle associazioni, di un nuovo ricorso per motivi aggiunti che intende verificare la legittimità del parere espresso da Ispra circa l'uccisione dei due lupi", concludono le tre associazioni.