TRENTO. Le multe per chi tiene i cani legati alla catena scatteranno dal 1° luglio, nonostante la legge sia stata approvata a fine novembre. Fra le novità importanti, la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 800 euro per chi non rispetterà gli obblighi previsti dall'art. 3, commi 3 e 4, nonché il raddoppio della sanzione in caso di reiterazione della violazione.

Lo chiarisce l’Enpa, dopo aver ricevuto diverse richieste di intervento in questi ultimi due mesi per far sanzionare proprietari che violano la nuova normativa. 

«In seguito alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale del Trentino Alto Adige  delle modificazioni della legge provinciale n°4 del2012 dell'articolo che introduce il divieto dell'utilizzo della catena per gli animali d'affezione, i cittadini sono convinti che siano già operative le modifiche approvate», scrive l’Enpa del Trentino, che ha attivamente partecipato 

Ma la nuova norma non è ancora operativa: si applicherà a partire dal 1° luglio 2023. «Il Consiglio provinciale – chiarisce l’ente –  ha deciso di lasciare un ampio margine di tempo ai proprietari dei cani attualmente detenuti alla catena, per poter approntare le modifiche necessarie per custodire gli animali con modalità differenti. Ancora, il divieto di detenzione alla catena prevede delle deroghe, per ragioni sanitarie, documentabili e certificate da parte del veterinario curante, o per ragioni urgenti e temporanee di sicurezza, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale, sentiti la commissione provinciale per la protezione degli animali d'affezione, la federazione provinciale allevatori e la competente commissione permanente del Consiglio provinciale».

Ed è sui criteri che l’associazione ha espresso parere contrario, «in quanto – spiega –  non potevamo tutelare gli animali, accettando aprioristicamente dei criteri che non si conoscono ancora oggi, che potrebbero stravolgere e inficiare il divieto di detenzione alla catena». «Non solo, ci pare quantomeno stravagante che a dare il proprio parere sui criteri da utilizzare per applicare le deroghe venga sentita la categoria degli allevatori (che si occupano di animali da reddito), mentre - come puro esempio - non è stato considerato importante acquisire il punto di vista di figure specializzate nell'etologia del cane (primo soggetto interessato dalle deroghe), quali gli etologi e i veterinari comportamentalisti».