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Novella. Entro oggi a mezzogiorno si devono decidere gli apparentamenti, se ci saranno, con i candidati Alessandro Rigatti o Donato Preti che il 4 ottobre andranno al ballottaggio per l’elezione del primo sindaco di Novella. «Qualche contatto c’è stato ma nulla di concreto, sceglieranno gli elettori» - si limita a dire Fabrizio Paternoster che con la sua lista “Novella Unita” si è fermato poco sotto la soglia del 9%. Contatti formali, anche finora senza accordi, li ammette invece Fausto Garbato, che con la lista civica “Tuti Ensema” porterebbe in dote un pacchetto del 15 % che potrebbe rivelarsi decisivo. «Nessuna smania di accordarci ad ogni costo, il responso delle urne per me è stato chiaro anche se, lo ammetto, inatteso perché le sensazioni erano altre. Ma così è andata e non ho nulla da recriminare”.
Da parte dei due contendenti al ballottaggio bocche cucite ma entro mezzogiorno gli apparentamenti, se ci saranno, dovranno essere portati alla luce del sole.
Tornando a Garbato, la delusione più cocente gli è arrivata proprio dal suo paese, Romallo, dove tra l’altro aveva prestato servizio come impiegato comunale per oltre un quarto di secolo. «Il mio paese ha scelto chiaramente la linea della continuità, relegando la nostra lista sullo sfondo a favore di una delle altre. Stessa cosa dicasi per Cloz e Brez. Io mi sono chiesto dove possiamo aver sbagliato: i candidati sindaco degli altri ex Comuni sono stati supportati dai loro paesani, tanto che le due liste vincenti hanno doppiato gli altri nel paese del loro candidato sindaco. Romallo no...le risposte ci sono e sono chiare, ma le terrò per me» - scrive Garbato in una nota affidata al profilo Facebook. A scattare nell’urna – commenta – probabilmente sono state anche altre considerazioni che ora, a mentre fredda, pensa di poter individuare anche se non ha nessuna voglia di rivincite.
«Il voto è espressione di volontà di popolo. Per questo è indiscutibile e da rispettare, sempre e qualsiasi siano i risultati. Voglio però analizzare in breve i risultati del mio gruppo. Ci siamo presentati come il gruppo del cambiamento, pensando che la gente avesse bisogno di cambiamento, invece hanno scelto tradizione e continuità».
L’apparentamento, se ci sarà, sarebbe in ogni caso un compromesso, ma Garbato non si sente uomo da compromessi. «Ero e sono convinto della bontà della nostra proposta, non è stata compresa forse perché non sufficientemente spiegata o forse perché sono scattate logiche di lobby a cui il cambiamento fa timore. In ogni caso posso e voglio dire una cosa: rifarei tutto dalla a alla z. Le persone che sono state compagne di questa impresa sono ora più che amici. Oggi di tutta questa bella avventura mi rimangono un po’ di agrodolce, un pugno di sabbia ed un sogno che non si realizzerà. Ma la vita va avanti, con gli affetti e il lavoro». Garbato conclude con un abbraccio virtuale a tutte le persone che hanno realmente tracciato quella x.
Da parte dei due contendenti al ballottaggio bocche cucite ma entro mezzogiorno gli apparentamenti, se ci saranno, dovranno essere portati alla luce del sole.
Tornando a Garbato, la delusione più cocente gli è arrivata proprio dal suo paese, Romallo, dove tra l’altro aveva prestato servizio come impiegato comunale per oltre un quarto di secolo. «Il mio paese ha scelto chiaramente la linea della continuità, relegando la nostra lista sullo sfondo a favore di una delle altre. Stessa cosa dicasi per Cloz e Brez. Io mi sono chiesto dove possiamo aver sbagliato: i candidati sindaco degli altri ex Comuni sono stati supportati dai loro paesani, tanto che le due liste vincenti hanno doppiato gli altri nel paese del loro candidato sindaco. Romallo no...le risposte ci sono e sono chiare, ma le terrò per me» - scrive Garbato in una nota affidata al profilo Facebook. A scattare nell’urna – commenta – probabilmente sono state anche altre considerazioni che ora, a mentre fredda, pensa di poter individuare anche se non ha nessuna voglia di rivincite.
«Il voto è espressione di volontà di popolo. Per questo è indiscutibile e da rispettare, sempre e qualsiasi siano i risultati. Voglio però analizzare in breve i risultati del mio gruppo. Ci siamo presentati come il gruppo del cambiamento, pensando che la gente avesse bisogno di cambiamento, invece hanno scelto tradizione e continuità».
L’apparentamento, se ci sarà, sarebbe in ogni caso un compromesso, ma Garbato non si sente uomo da compromessi. «Ero e sono convinto della bontà della nostra proposta, non è stata compresa forse perché non sufficientemente spiegata o forse perché sono scattate logiche di lobby a cui il cambiamento fa timore. In ogni caso posso e voglio dire una cosa: rifarei tutto dalla a alla z. Le persone che sono state compagne di questa impresa sono ora più che amici. Oggi di tutta questa bella avventura mi rimangono un po’ di agrodolce, un pugno di sabbia ed un sogno che non si realizzerà. Ma la vita va avanti, con gli affetti e il lavoro». Garbato conclude con un abbraccio virtuale a tutte le persone che hanno realmente tracciato quella x.
