TRENTO. «Ci opporremo con ogni mezzo legale per difendere l'orso», scrive in una nota l'associazione Animalisti italiani riferendosi a Mj5, l’animale che domenica scorsa ha aggredito un uomo di 38 anni in val di Rabbi.L'associazione si dice pronta a denunciare il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti in caso di abbattimento dell'esemplare.

«Il plantigrado Mj5 ha vissuto per 18 anni in Trentino e non ha mai mostrato comportamenti negativi verso l'uomo. Questo è il primo e unico incidente, la cui dinamica fa ascrivere l'evento ai casi di orsi che reagiscono in modalità difensiva, in quanto preso di sorpresa e spaventato ulteriormente dalla presenza del cane sciolto che accompagnava l'uomo», scrivono gli Animalisti italiani.

Sulla questione è intervenuto anche il Wwf, scrivendo «Come ribadito nel documento di Ispra del 2021 sulla gestione degli orsi problematici, i casi di orsi che causano ferimento di persone per la prima volta, senza aver manifestato comportamenti simili in precedenza, vanno valutati attentamente caso per caso. Prima di considerare l'ipotesi di abbattimento o rimozione vanno analizzate con cautela le dinamiche che hanno portato all'attacco, compreso il comportamento della persona coinvolta».

«La Provincia autonoma di Trento continua a considerare l'orso come una specie naturalmente pericolosa – continua il World Wildlife Fund  pretendendo una gestione completamente autonoma e non ritenendo il parere di Ispra vincolante in alcun modo. Questo approccio non è sostenibile, né scientificamente condivisibile, perché il ricorso agli abbattimenti dovrebbe essere sempre l'ultima soluzione, quando la pericolosità dell'animale è conclamata e non esistono altre soluzioni valide». 

Le dichiarazioni del presidente Fugatti sul possibile abbattimento dell’orso, hanno allargato il dibattito a livello nazionale: «Noi ci opporremo fermamente – ha dichiarato Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera dei deputati – l'orso Mj5 ha vissuto pacificamente per 18 anni in Trentino senza mai mostrare comportamenti negativi verso l'uomo. In seguito a questo unico incidente, che può essere ascrivibile a una reazione difensiva, si è deciso di condannarlo a morte invece di utilizzare il radiocollaraggio come previsto dal Pacobace. Questa decisione è errata e dimostra come ancora una volta gli animali siano vittime della campagna elettorale ormai permanente».