Romallo. “Adotta un filare” è una iniziativa per “risvegliare” l'attenzione della Valle di Non, del Trentino, della comunità del vino e del pubblico verso il groppello di Revó, uno dei più antichi vitigni della regione. L’originale proposta è stata lanciata da Silvia e Pietro Pancheri, della Cantina LasteRosse di Romallo che hanno messo in “adozione” 70 filari di groppello coltivati sugli ultimi pochi ettari superstiti a 700 metri di altitudine sulle rive del lago di Santa Giustina.

«La nostra campagna – spiegano Silvia e Pietro - nasce da un’ idea già condivisa in molti territori al mondo dove la sensibilizzazione della comunità passa attraverso i social e l’ invito a prendersi simbolicamente carico di un bene o di un prodotto in pericolo di estinzione». Tale infatti è il Groppello di Revò, vitigno autoctono a bacca rossa antichissimo e radicato nella storia dell’agricoltura di montagna della provincia di Trento. Pochi infatti sanno che durante l’Impero Asburgico furono proprio la Val di Non e la Val di Sole a rifornire di vino rosso la corte dell’imperatore di Vienna. Una delle più antiche cantine sociali della provincia di Trento venne infatti fondata proprio a Revò nel 1893.

Oggi il groppello viene prodotto in pochissime bottiglie da quattro cantine superstiti, “eroiche” nel vero senso della parola. «La coltivazione dei vigneti a groppello sulla Terza Sponda del suggestivo lago di Santa Giustina nel comune di Novella si è contratta di oltre il 50% in poco più di un decennio. I contadini non vogliono più lavorarli, troppa fatica per così poco vino. E il prodotto vino groppello fatica ancora, nonostante il favore della stampa di settore non viene promosso localmente dagli esercenti stessi, poco inclini a sperimentare nuove proposte più difficili da proporre rispetto alle tipologie più note» - afferma Pietro Pancheri. E con la cantina LasteRosse non demorde, vuole resistere. «Non si molla una delle più preziose voci della biodiversità del Trentino!» – dichiara la compagna Silvia Tadiello, una veneta doc che oltre dieci anni fa decise di trasferirsi da Rovigo a Romallo per amore di Pietro e del groppello.

Partita negli ultimi giorni di novembre la campagna “Adotta un filare di groppello” ha subito destato un grande interesse e già nei primissimi giorni una ventina di persone hanno adottato un filare. Per il controvalore di 100 euro i sostenitori della campagna avranno il loro nome su un filare che Silvia e Pietro coltiveranno inviando agli adottanti immagini e filmati durante l’ anno 2021. I sostenitori per questa cifra riceveranno alla fine un pari valore di bottiglie di groppello fermo e spumante e verranno ospitati in cantina per una degustazione non appena l’emergenza pandemia sarà rientrata. Una cifra simbolica di 5 euro verrà inoltre donata all’associazione Slow Food, che da anni tutela la biodiversità agricola nel mondo. «Speriamo possa essere un esempio e che sia di stimolo anche per altri produttori a intraprendere questa strada e a continuare insieme questa tradizione, fare rete, risvegliare la curiosità dei consumatori e promuovere una economia di territorio virtuosa» - concludono Silvia e Pietro Pancheri.

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