FONDO. Fatturato a quota 2,5 milioni di euro, 100 dipendenti tra fissi (91) e stagionali con costi in calo dell’1% rispetto all’anno precedente, e una serie di progetti di investimento che l’attuale Cda, in scadenza in blocco, affiderà agli amministratori che verranno eletti nell’assemblea generale di febbraio. «Un risultato di cui siamo orgogliosi approvato all’unanimità dal consiglio lo scorso 5 dicembre e che è il migliore in assoluto nella storia della nostra Famiglia cooperativa» - ha detto il presidente Giorgio Turri, che ieri nella sede di Fondo ha presentato il sunto del bilancio 2016.

«Una realtà in piena salute che cresce ed investe in termini di strutture ma anche di occupazione a tempo indeterminato. Tutto questo grazie alla sintonia che regna nel Cda, all'efficienza della direzione e all'impegno del personale» - ha spiegato Turri. Proprio al personale la cooperativa («che da quando esiste non ha mai licenziato nessuno» - ha chiosato Turri con non troppo velato riferimento alle vicende che in queste settimane interessano il Sait che la Fc Val di Non ha abbandonato nel 2009 per entrare nell’orbita Dao – Conad) il Cda ha destinato un fondo premio da 10.000 euro come segno di riconoscenza per i traguardi in crescita che si susseguono ormai con regolarità anno dopo anno. Il risultato dell’esercizio 2016, al netto delle tasse, ha infatti toccato quota 248.000 euro e questo nonostante i cospicui investimenti fatti anche lo scorso anno con l’apertura a Malé dell’Eurospin con mandato Dao e vari investimenti di miglioramento dei punti vendita.

«Un bilancio positivo che la Fc Val di Non ha registrato ogni anno da quando è nata con questo nome nel 2000 con l’ingresso dell’allora punto vendita di Cles» - ha aggiunto Turri che ora è a capo della terza Fc del Trentino, in termini di fatturato.

Numeri dunque assolutamente positivi nonostante la fase difficile che sta attraversando, peraltro su altri versanti, la cooperazione di consumo. Una crescita davvero importante per una realtà cooperativa che quando è nata nel 1990 contava 5 punti vendita e 14 dipendenti, e che oggi conta una base sociale di oltre 3.000 soci con 28 punti vendita (compresi due in val di Sole, a Dimaro e Malé) con tre discount ed un quarto in fase di definizione. Dove? «Non anticipo nulla, ma abbiamo due grossi progetti da consegnare al consiglio di amministrazione che verrà eletto il prossimo febbraio ed un terzo intervento già deciso a Cloz dove grazie ad un accordo con il Comune l’Itea il punto vendita salirà dagli attuali 110 metri quadri ad oltre 170».

Il bilancio arriverà in assemblea come detto in febbraio 2018 quando ci sarà pure il rinnovo in blocco del consiglio di amministrazione che dopo le modifiche statutarie apportate un anno fa scenderà dagli attuali 20 membri a 11. «Per agevolare questo passaggio ci presenteremo dimissionari tutti in blocco» - ha precisato Turri affiancato dal vicepresidente Tullio Francisci e il direttore Maurizio Ianes. In carica fino al 2019 rimarranno invece i tre revisori dei conti con il presidente Giuseppe Abram con la quale – ha sottolineato – c’è sempre un ottima collaborazione.

In conclusione Turri ha ringraziato il direttivo Dao con sono condivise le scelte che hanno portato la Fc Val di Non agli attuali traguardi di efficienza e di fatturato, e anche Giuseppe “Pino” Fedrizzi, il responsabile del settore revisori della Federazione di Trento che a fine mese va in pensione.