Taio. Teatro del polo scolastico quasi al completo sabato e folla di amici domenica a San Romedio. Questo in sintesi il bilancio del weekend in ricordo dell’alpinista Giuseppe Antonelli a 10 anni dalla scomparsa sull’Himalaya. La serata in teatro è stata un susseguirsi di emozioni con il filmato, intercalato da interviste e testimonianze, realizzato dalla vedova di Antonelli, Cristina Paternoster; in sala i genitori dello sfortunato alpinista, Ferruccio Antonelli e Maria Grazia Borghes, le sorelle, i nipotini e una folla di amici, oltre 300 secondo gli organizzatori. «Una partecipazione che non mi aspettavo, e per questo sono grata a tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa» - il commento di Cristina. Domenica a San Romedio tutto pieno alla messa delle 9 celebrata dal priore padre Giorgio Silvestri con l’accompagnamento del coro San Romedio di Romeno. In primo piano, davanti all’altare, la targa preparata dalla Smarano Climbing che dopo la benedizione è stata apposta alla base della palestra di roccia che Antonelli, con l’amico Carlo Zottele di Smarano, nel 2002 aveva chiodato per dare modo ai giovani di imparare l’arrampicata in sicurezza. Una festa vera che ha emozionato i genitori di Giuseppe, che dagli organizzatori hanno ricevuto un album di foto in ricordo del loro ragazzo. A promuovere l’iniziativa sono stati in prima fila gli amici Urbano Chini (Coredo) e Alberto Cescatti (Taio) in stretta collaborazione con il presidente della Smarano Climbing, Carlo Zottele, la Sat di Cles e la Scuola di alpinismo “Giorgio Corradini” di Cles. «Con Giuseppe ho condiviso tante avventure e tante imprese, e ricordarlo qui davanti alla palestra di roccia che insieme abbiamo voluto attrezzare è insieme un un onore ed una sofferenza per averlo perduto così presto. Per questo sono grato a quanti hanno collaborato alla riuscita di queste due giornate in memoria di Antonelli» - il commento di Zottele al momento della posa della targa. G.E.