FONDO. Da venerdì a domenica c’è la prima edizione di “Agribeer”, expo degli agribirrifici italiani, vero festival dedicato ad un comparto che molto promette. E lo fa in Alta Valle di Non, al Palanaunia di Fondo, una tre giorni che vivrà oltre che di degustazioni di birre e prodotti tipici locali, anche di laboratori, di un safari fotografico e un convegno. La presentazione ieri a Trento, nella sede della Coldiretti, col suo direttore Mauro Fiamozzi e Daniele Graziadei, primo cittadino di Fondo e coordinatore di questo evento e di “Cerevisia”, l’altro festival che a maggio arriverà alla 5ª edizione. Con loro Renato Nesi, uno dei massimi esperti di birre artigianali, e Massimo Zadra, presidente degli artigiani della Valle di Non.

“AgriBeer” è un evento dedicato alla birra artigianale agricola italiana, una kermesse cui parteciperanno sette birrifici che coltivano la maggioranza degli ingredienti con cui producono la propria birra, secondo un preciso regolamento normativo. In esposizione e degustazione le birre artigianali agricole della “Birra di Fiemme” di Daiano; “Maso Alto”, di Masi Alti di Pressano Lavis; “Bionoc’” di Mezzano, con l’aggiunta dell’ “Opificio Birrario” di Crespina Pisa, “Il Luppolajo” di Castel Goffredo di Mantova, “La Diana” di Siena ed il “Beltaine” di Granaglione Bologna.

Come è stato specificato chiaramente non esiste una birra prodotta interamente in Italia, dal momento che manca una filiera completa nazionale; la qualifica di birra artigianale o agricola si ottiene coltivando e lavorando almeno il 51% degli ingredienti necessari per la produzione brassicola, acqua esclusa. Se “Cerevisia” è dedicata alle birre artigianali trentine, “Agribeer” nasce al centro di una platea nazionale e quindi le aziende saranno in mostra pure per fare da traino al comparto. Si tratta di un’opportunità – ha detto Fiamozzi – che può portare reddito che non sia solo da monocoltura, con un’azienda agricola o frutticola che allarghi i suoi orizzonti alla produzione della birra. Che potrà essere legata al territorio solo se i primi attori saranno i giovani.

Graziadei ha parlato di destagionalizzazione turistica della proposta, nata anche per dare risposte concrete ad esigenze di agricoltori nonesi, perché novembre non è solo mercatini di Natale, mentre Zadra ha descritto l’interesse della categoria per quelle imprese che, magari a km 0, potranno dar vita a prodotti di qualità e ad un aumento dell’occupazione. Da Renato Nesi le spiegazioni tecniche su una realtà nata vent’anni fa che ci pone ai vertici continentali ma con solo 50 produttori medio-piccoli di birra artigianale agricola, con la possibilità che il “Marchio di qualità trentino”, che verrà proposto nel convegno di domenica alle 15, dal titolo “Verso una filiera italiana della birra. Il percorso, la comunicazione, gli sbocchi commerciali”, divenga traino per arrivare ad una vera birra italiana.