MALOSCO. La formalizzazione della vendita a Trentino Sviluppo Spa della seggiovia Monte Nock a Ruffrè, il rinnovo del consiglio d’amministrazione (con la riconferma del solo presidente Ivan Larcher) e la relazione del cda sull’andamento della società. Questi i punti in discussione l’altra sera a Malosco nell’assemblea dei soci della Altipiani Val di Non Spa, società a maggioranza pubblica (Comuni della sinistra Noce) a cui fa capo la gestione degli impianti di risalita Mendola Monte Roén, Predaia e appunto Monte Nock. La vendita a Trentino Sviluppo Spa della seggiovia Monte Nock (sorte toccata due anni fa anche alle sciovie Mendola e Predaia) era già stata deliberata a inizio estate dopo che con la ex proprietà de “la Stua” (locale pubblico alla partenza dell’impianto) era stato raggiunto un accordo con scambio terreni. Per formalizzare l’atto serviva però l’ok dell’assemblea con maggioranza qualificata (85% delle azioni), percentuale che è stata agevolmente superata venerdì sera grazie alla numerosa presenza di sindaci. Da questa vendita (con l’impianto che rimarrà comunque in gestione alla Altipiani Val di Non verso un canone “politico” così come è successo per la Mendola e la Predaia), la società del presidente Larcher incasserà 100 mila euro, ma soprattutto l’impegno dell’acquirente di revisionare a proprie spese l’impianto il prossimo anno con un onere stimato nell’ordine di oltre 200 mila euro.

«Questa soluzione ci consente di guardare avanti con sufficiente serenità, anche se qualche retaggio debitorio del passato continua ad appesantire il bilancio, ma complessivamente l’andamento quest’anno è positiva con un incasso, solo in estate alla Mendola, di 72 mila euro», afferma Larcher. Il debito che lo preoccupa si riferisce a un pregresso di 140 mila euro verso le banche che potrebbe esser coperto con il prolungamento dal 2021 al 2024 (tre anni) dell’impegno dei Comuni soci a sovvenzionare la società per altri tre esercizi con il trasferimento annuale di 190 mila euro.

Altro punto, il rinnovo cariche. All’assemblea il cda uscente si è presentato in gran parte dimissionario dopo l’abbandono in estate del vice presidente Martin Slaifer Ziller (Sanzeno) e della consigliere Nicoletta Tomasi (Sfruz). Da qui la necessità di un rinnovo con l’ingresso come consiglieri Nicola Sicher (albergatore di Tavon), Federico Springhetti (ingegnere, di Cavareno), Giuseppe Larcher (pensionato, Ruffré) ed Elisa Albasini (Taio, maestra di sci in val di Sole). Rimane fuori Lino Rizzardi, proprietario del solarium Predaia (dove con un grosso investimento sta realizzando una fattoria bio e il miglioramento ambientale di una vasta area a ridosso dello ski lift), che in assemblea ha svolto una relazione di minoranza, ma Larcher minimizza: «La scelta è di andare avanti in sintonia con gli operatori turistici e quanti operano nel settore, ma con la distinzione dei ruoli per garantirci autonomia e capacità d’iniziativa “super partes”. La votazione compatta dei sindaci ci da buone garanzie per andare avanti.

Quanto all’immediato, la società si sta preparando alla stagione invernale ormai alle porte puntando, neve permettendo, ad aprire Mendola e Predaia già per il week end dell’Immacolata a dicembre. Si cerca anche un rilancio d’immagine di interventi nella comunicazione in partnership con l’Apt, Casse Rurali e brand privati legati alla valle, e a completare il piano di investimenti come prevede il protocollo sottoscritto alla Mendola lo scorso mese di agosto con Trentino Sviluppo e l’allora assessore provinciale al Turismo Michele Dallapiccola.

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