Val di non. Poco considerata, anzi osteggiata dai ‘cugini’ ladini in Trentino, l’associazione nonesa ladina Rezia trova “sponda” in Svizzera. L’associazione è infatti tra gli invitati all’incontro delle minoranza di ceppo retico in programma oggi in val Monastero, nel Canton Grigioni, uno dei territori della Confederazione elvetica in cui è insediato il gruppo linguistico retoromanzo. Rezia sarà presente con il presidente Walter Clauser (anche in rappresentanza del Comune di Malosco, borgo ad alta percentuale retica-ladina) e la coordinatrice Caterina Dominici.

L’invito all’associazione è arrivato grazie ai contatti con la minoranza retica elvetica dello storico avv. Sergio de Carneri.

“Una constatazione d’identità che la Svizzera attribuisce al gruppo linguistico della Valle del Noce, data la comunanza delle due parlate. Le similitudini tra la parlata retoromanza elvetica e la minoranza ladina retica della Valle del Noce sono avallate già storicamente dagli scritti del linguista friulano Graziadio Isaia Ascoli” - spiega la Dominici. E’ stato proprio Il linguista friulano verso fine Ottocento ad individuare per primo sui due versanti delle Alpi centrali popolazioni di ceppi diversi ma che tuttavia avevano rilevanti tratti comuni, che egli denominò “ladini”. Infatti – sostiene Rezia - sia il gruppo linguistico ladino noneso che quello retoromanzo dei Grigioni discendono dall’innesto della lingua e della civiltà romana sulla lingua e la civiltà delle popolazioni retiche che erano insediate sui due versanti delle Alpi retiche. “Due realtà pronte a sostenersi, in quanto costituiscono le ultime isole di questa minoranza linguistica. Questa è una prima occasione per una reciproca conoscenza delle due lingue sorelle e delle due identità culturali uniche in Europa”. Ma mentre - ricordiamo - lingua retoromanza di queste popolazioni dei Grigioni è riconosciuta dalla Costituzione elvetica quale quarta lingua nazionale dello Stato, la minoranza linguistica nonesa ladina attende ancora di essere riconosciuta ufficialmente. Un obiettivo, quest’ultimo, che le popolazioni ladino retiche della Valle del Noce intendono acquisire nel prossimo censimento linguistico previsto nel 2021, attraverso l’indicazione specifica “Gruppo linguistico ladino retico della Valle del Noce” sulla scheda del referendum. Attualmente, infatti, gli oltre diecimila nonesi solandri che si sono dichiarati ladini sono considerati “fassani” pur costituendo la maggioranza assoluta dei ladini del Trentino e un quarto dei ladini di tutta la regione Trentino Alto-Adige. G.E.