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TRENTO. La notizia della morte dell'orsa F32, diffusa a distanza di sette mesi, fa infuriare la Lav. La carcassa era stata rinvenuta lo scorso 15 marzo. Eppure, solo ieri è stata data notizia del suo ritrovamento e delle indagini svolte dalla Procura.
Lo si è appreso da una nota telegrafica diffusa dall’Ufficio stampa della Provincia di Trento, che ha comunicato l’archiviazione del caso.
«Pur essendosi conclusa con un’archiviazione, l’attività di indagine non può che essere stata svolta a causa del sospetto di bracconaggio o di altre responsabilità umane connesse alla morte dell’orsa – dichiara Massimo Vitturi, responsabile area animali selvatici della Lav – La mancanza di trasparenza da parte della Provincia autonoma di Trento ci ha impedito di apprendere la notizia e di intervenire tempestivamente, come fatto invece in altri casi simili, in cui l’apporto dell’associazione è risultato dirimente per lo svolgimento delle indagini, ad esempio convincendo il Giudice per le Indagini Preliminari a rigettare l’archiviazione dell’uccisione illegale dell’orsa F36».
Visti anche i recenti rinvenimenti dei cadaveri di due orsi nel mese scorso, la LAV chiede ora alla Provincia di Trento e alla Procura di poter accedere agli atti riguardanti la morte di F32, per verificare se l’orsa sia stata bracconata.
Secondo l’associazione, si tratterebbe dell’ennesimo caso che «testimonia il clima di ostilità verso i grandi carnivori, alimentato dalla propaganda orsicida dell’Autorità provinciale».
(foto repertorio)
