TRENTO. «Stiamo istituendo un gruppo di lavoro per rivedere i contenuti del Pacobace. Per quanto riguarda lo spray anti orso, ancora non in uso, il percorso che si vuole seguire è di procedere per estenderne l’uso a tutti e non soltanto al Corpo forestale». È quanto ha dichiarato ieri mattina l’assessora alle Foreste Giulia Zanotelli intervenendo al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato al commissariato sul tema dei grandi carnivori. Presenti il prefetto Filippo Santarelli, i presidenti delle Comunità di Valle, il presidente del Consiglio delle autonomie Paride Gianmoena e la direttrice generale del Comune di Trento Livia Ferrario, nonché il capo della protezione civile Raffaele De Col.

«In Trentino - ha detto Zanotelli - ci sono 24 branchi stabili di lupi e 5 che si muovono sui confini. Per l'orso è in corso un monitoraggio, tenuto conto che nel 2022 si sono avute 14 cucciolate». Si sta lavorando, ha aggiunto, a un piano per la gestione del lupo. Sul tema è intervenuto anche l’assessore all’Ambiente Mario Tonina, nel corso del Dreier Landtag dell’Euregio a Riva del Garda, chiedendo «una voce unica per fare sentire la nostra voce nella gestione di lupo e orso». La seduta congiunta delle assemblee legislative di Trento, di Bolzano e del Tirolo ha visto inoltre un acceso scontro tra la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola e il consigliere leghista Gianluca Cavada in merito alla proposta di corridoi faunistici.

«Non possiamo dimenticare i rischi causati dai grandi predatori che interessano 145 mila bovini, oltre 100 mila ovini e caprini», ha affermato Cavada annunciando il voto contrario. Altro terreno di scontro sono mangiatoie e cassonetti anti orso: secondo la Lav, sono «ben 137 i siti di foraggiamento autorizzati nelle aree normalmente frequentate dagli orsi, 137 strutture tra mangiatoie, mangiatoie con deposito e casse per alimento concentrato, tutte accomunate dal fatto di fornire cibo in gran quantità a cervi e caprioli a tutto beneficio dei cacciatori che potranno poi ucciderne in maggior numero. Cibo fortemente attrattivo anche per gli orsi che vengono quindi abituati a rifornirsi presso strutture artificiali di origine antropica, aumentando la loro confidenza».

I cassonetti anti-orso, di cui l’assessora Zanotelli ha annunciato la distribuzione su tutto il territorio entro il 2028, sono invece al centro di un’interrogazione firmata dal consigliere di Futura Paolo Zanella. Tre gli interrogativi: quale sia la ragione del ritardo nella distribuzione, quale tipologia si intenda utilizzare viste le segnalazioni di inadeguatezza del modello attuale da parte del Servizio faunistico provinciale; infine, perché anche con le segnalazioni non siano stati cambiati i cassonetti in plastica morbida, ritenuti inefficaci.