TRENTO. Il popolo del Pd ha scelto: mentre incorona Elly Schlein, con risultati molto al di sopra della media nazionale, dà a Alessandro Dal Rì il compito, spinosissimo, di rimettere il partito al centro della coalizione di centro sinistra. E tentare, a ottobre, di levare alla Lega e a Maurizio Fugatti il governo del Trentino.

«A caldo - diceva ieri Dal Ri - mi sento di esprimere l’enorme soddisfazione per la partecipazione alle primarie: tutti ipotizzavano un calo e invece siamo rimasti sui numeri di 4 anni fa. In un momento di grave disimpegno e disinteresse per la politica. Credo sia un dato che il Pd deve rivendicare».

Lei porta a casa il 65 per cento dei consensi contro il 35 di Alessandro Betta. Elly Schlein il 64% lasciando il 36 a Bonaccini. Le percentuali sono quasi sovrapponibili: è un caso?

«È vero che tante persone che sostenevano Schlein, in Trentino, sostenevamo me a livello locale. Ma poi ci sono anche dati in controtendenza: per esempio, a Arco Betta ha avuto una netta maggioranza dei consensi, cosa che non ha impedito a Elly di vincere anche là. Quindi un automatismo non è possibile. Immagino comunque di avere avuto più voti di Betta tra chi sceglieva Schlein».

Lei però ha sostenuto Bonaccini.

«Sì e non lo rinnego. Con Elly ho molto in comune: il dato generazionale e anche i temi cardine: sanità, ambiente e lavoro. Sono le priorità indicate da entrambi. Negli ultimi giorni della campagna, quando dicevo che comunque si sarebbe dovuto trovare il terreno comune su cui costruire, mi ero visto accusare di essere in realtà un falso bonacciniano e tifoso di Schlein. Ma volevo solo dire che l’unità del Pd doveva essere fuori discussione, chiunque avesse vinto. Continuo a pensare che lei come segretario comporti una incognita in più. Ma penso anche che gli elettori siano molto più intelligenti di quello che crediamo: se l’hanno scelta e con questa maggioranza, lo hanno fatto per ottime ragioni».

La situazione non le darà molto tempo per pensarci.

«Dovremo metterci al lavoro immediatamente: coalizione e candidato per le elezioni provinciali. Già abbiamo perso un tempo di gioco, mentre gli altri litigavano. Adesso dobbiamo recuperare. Entro marzo, massimo metà aprile, dovrà essere tutto definito».