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PERGINE. Non è passata sotto silenzio la protesta per la chiusura dei centri di raccolta che Amnu spa ha deciso su tutto il territorio dell’Alta Valsugana nella giornata di sabato 8 settembre, festa patronale a Pergine. Se sabato 8 settembre, a Pergine si è chiuso il centro perché appunto festa, non è stato digerito il fatto che anche gli altri Centri fossero altrettanti chiusi. Il serio disagio riscontrato finirà in discussione in sede consiliare a Pergine. L’evento ha, infatti, indotto il gruppo consiliare del Patt a presentare un’interrogazione non solo su tale chiusura generalizzata, ma in su tutto una serie di disservizi riscontrati nella raccolta dei rifiuti. Un lungo elenco che si rifà a situazioni registrate nel corso dell’estate «non certo per il personale dipendente di Amnu, si scrive, che vogliamo ringraziare per la serietà e la qualità del lavoro svolto, segnalando in particolare la professionalità del referente abituale, sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e con risposte immediate il giorno dopo se non addirittura subito».
«Il problema sta invece in chi copre i ruoli dirigenziali», si afferma nel documento e si elencano le problematiche: presenza di cassonetti debordanti di erba anche in località turistiche e di pregio ambientale; ridotta presenza in varie zone di cassonetti; inadeguatezza del numero degli svuotamenti; errata collocazione dei cassonetti specie nelle frazioni, ove i punti di raccolta sono collocati in luoghi distanti dalle abitazioni; mancato riscontro alla richiesta di prolungamento dell’orario serale di apertura dei centri di raccolta. Poi l’accesso al Crm di Pergine che presenta problemi nella mattinata di sabato: «In sede consiliare il 29 novembre scorso - si legge nel documento -, l’ingegner Roberto Bortolotti ha chiaramente affermato che il picco del punto Crm di Pergine è il sabato dalle 9.30 alle 11; ciò nonostante, ad esempio, nella giornata di sabato 15 settembre la fila delle auto in viale dell’Industria arrivava quasi alla rotatoria perché un camion di grossa stazza stava liberando i cassoni proprio nel momento di massima affluenza al Crm».
Quindi il riferimento all’8 settembre. «Il culmine dei disagi, si legge, si è raggiunto l’8 settembre, festa a Pergine, allorquando non solo è stato chiuso il Crm a Pergine, ma anche quelli di Civezzano, Levico ed altri, nonostante la festa patronale riguardasse solo la nostra città e non i centri abitati vicini. Le difficoltà per il cittadino sono stati acuite dal fatto che detta chiusura non è stata segnalata né sul sito ne in altri modi».
Le domande: «Se si è a conoscenza del fatto; se sì, siano stati presi provvedimenti o effettuate le segnalazioni del caso; se nella predisposizione dei piani di investimento delle risorse si tengano nella dovuta considerazione le esigenze della cittadinanza oppure si badi solo agli utili di bilancio».
«Il problema sta invece in chi copre i ruoli dirigenziali», si afferma nel documento e si elencano le problematiche: presenza di cassonetti debordanti di erba anche in località turistiche e di pregio ambientale; ridotta presenza in varie zone di cassonetti; inadeguatezza del numero degli svuotamenti; errata collocazione dei cassonetti specie nelle frazioni, ove i punti di raccolta sono collocati in luoghi distanti dalle abitazioni; mancato riscontro alla richiesta di prolungamento dell’orario serale di apertura dei centri di raccolta. Poi l’accesso al Crm di Pergine che presenta problemi nella mattinata di sabato: «In sede consiliare il 29 novembre scorso - si legge nel documento -, l’ingegner Roberto Bortolotti ha chiaramente affermato che il picco del punto Crm di Pergine è il sabato dalle 9.30 alle 11; ciò nonostante, ad esempio, nella giornata di sabato 15 settembre la fila delle auto in viale dell’Industria arrivava quasi alla rotatoria perché un camion di grossa stazza stava liberando i cassoni proprio nel momento di massima affluenza al Crm».
Quindi il riferimento all’8 settembre. «Il culmine dei disagi, si legge, si è raggiunto l’8 settembre, festa a Pergine, allorquando non solo è stato chiuso il Crm a Pergine, ma anche quelli di Civezzano, Levico ed altri, nonostante la festa patronale riguardasse solo la nostra città e non i centri abitati vicini. Le difficoltà per il cittadino sono stati acuite dal fatto che detta chiusura non è stata segnalata né sul sito ne in altri modi».
Le domande: «Se si è a conoscenza del fatto; se sì, siano stati presi provvedimenti o effettuate le segnalazioni del caso; se nella predisposizione dei piani di investimento delle risorse si tengano nella dovuta considerazione le esigenze della cittadinanza oppure si badi solo agli utili di bilancio».
