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CIRE’ DI PERGINE. Questa è la storia di En-Riccio, riccio più che confidente che si è creato il suo spazio all'interno della famiglia Pilloni di Cirè di Pergine. Dopo aver perlustrato il giardino per un lungo periodo ha deciso di palesarsi ed eccolo avvicinarsi tranquillamente alla ciotola di Aaron , labrador di 4 anni per 30 chili, per mangiargli tranquillamente le crocchette; farsi fotografare quando Alberto, Sabrina e la figlia Sofia si sono fermati a guardarlo. Ma non solo, non disdegna nemmeno le coccole, anzi gradisce.
E Aaron ? Osserva con assoluta tranquillità quell'esserino che mangia talvolta anche prima di lui, insomma En-riccio è diventato uno di famiglia. Arrivare quando decide di arrivare, segnala la sua presenza, si ferma quanto gli pare e poi saluta e se va. Certo i ricci stanno diventando sempre più animali urbani sono curiosi e a loro modo anche coraggiosi però fino a diventare domestici in maniera simile ad un gatto libero, è una sorpresa. Alberto Pilloni è anche uno scrittore (col nome d'arte di Pilowsky) ed ecco come racconta questa incredibile avventura che la sua famiglia sta vivendo con molto piacere in questa calda estate: “En-riccio o Ricciardo, questo lo dobbiamo anche decidere, ma vuoi la quarantena, vuoi l’estate calda o vuoi che siamo comunque immersi nella natura; e noi trentini a volte ce ne dimentichiamo, fatto sta che gli animali davvero hanno cominciato a invadere le nostre proprietà. O forse si stanno riprendendo il proprio territorio. Loro, del resto, non hanno pratiche notarili da sbrigare. Lupi, orsi e caprioli in ogniddove, ma ci sono anche delle particolarità. Ed ecco che a Cirè, oltre al cane Aaron, il gatto Guglielmo e i nani da giardino, una famiglia è stata in grado di “adottare” un riccio.
EnRiccio si chiama, ma qualcuno lo chiama anche Ricciardo in virtù del campione di Formula Uno. Lui, con il suo fare gentile e allo stesso modo goffo, fa visita alla casa tutti i giorni dopo il tramonto tra le ventidue e mezzanotte. Non sbaglia un colpo. Mangia quello che c'è e si fa coccolare un po’. A volte si chiude, come il parente vegetale delle castagne, a volte se ne sta là a godersi i “grattini” della famiglia. E niente… ormai EnRiccio o Ricciardo che sia, fa parte della famiglia.
